A Pisa le costruzioni impossibili di Escher, quando l’arte incontra la fisica

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La mostra “Oltre il possibile” dedicata al genio olandese sarà a Palazzo Blu fino al 28 gennaio 2018

Scienza e arte, un binomio affascinante: ecco cos’è un viaggio tra le opere Escher, uno dei geni del Novecento. Le sue opere sono nate dalla voglia di rappresentare l’infinito e di andare “Oltre il possibile”, come appunto si intitola la mostra pisana che lo celebra. Un viaggio complesso e stimolante, che usa anche la multimedialità per raccontare al visitatore le tappe di una creatività straordinaria. Oltre cento opere ospitate a Palazzo Blu a Pisa fino 28 gennaio 2018, per raccontare non solo l’artista, ma anche un pezzo della nostra storia.

La mostra di Escher si inserisce nel ciclo di mostra dedicate al surrealismo rappresentato nell’immaginario comune da pittori come Dalì, Ernts, Magritte. Escher non aderiva a nessun manifesto o movimento artistico, seguiva un percorso proprio, che lo rende unico.

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Maurits Cornelis Escher è nato in Frisia nel 1898, ma ha studiato Delft e ad Haarlem, storiche città d’arte dell’Olanda. Il suo maestro era un incisore ebreo sefardita, Samuel Jessurun de Mesquita, che lo stimolò ad avvicinarsi all’arte matematica-razionale della tradizione ebraica e islamica, confrontandola con i movimenti dell’avanguardia europea.

Fu un grande interprete di paesaggi, ma con un approccio del tutto nuovo, giocando con l’illusione visiva e con forme geometriche che danno vita a architetture impossibili. Non voleva essere definito un matematico, nonostante il calcolo e la precisione facessero parte del suo originale approccio creativo. Di lui il matematico Bruno Ernst, suo caro amico, disse:

Vedere due mondi diversi nello stesso identico luogo e nello stesso tempo ci fa sentire come se fossimo in balia di un incantesimo. Solo un artista ci può dare questa illusione e suscitare in noi una sensazione eccezionale, un’esperienza dei sensi del tutto inedita.

Il percorso della mostra

La mostra si articola in nove sezioni: Volti, Animali, Oggetti e riflessi, Geometrie e ritmi, Paesaggi, L’artista, Architetture fantastiche, Nature, Autoritratti.

Immergersi nella creatività di Escher è un percorso affascinante, che libera la mente. Non è una mostra semplice, ma sicuramente coinvolgente. Come per tutti gli innovatori, il suo percorso è stato pieno di ostacoli. I suoi insegnanti dissero: “Escher è troppo ostinato, troppo filosofico-letterario: al ragazzo mancano vivacità e originalità, è troppo poco artista” . E noi ringraziamo la sua ostinazione.

Silvia Gambi

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