Nature Forever, la poliedrica mostra di Piero Gilardi al MAXXI

nature forever maxxi

Arte, innovazione e impegno sociale raccolti insieme nella mostra “NATURE FOREVER”.

Nature Forever, in esposizione dal 13 Aprile al 14 ottobre 2017 presso il MAXXI, Museo Nazionale delle arti del XXI secolo, è un’ambiziosa mostra che raccoglie in sé l’intero estro di uno dei massimi esponenti dell’arte contemporanea italiana. Artista militante, Piero Girardi alterna diversi percorsi differenti restando sempre caro ai temi sociali ed ecologici dei nostri tempi.

Per leggere al meglio la totalità delle sua opere è necessario distaccarsi dall’idea dell’artista statico. Gilardi, infatti, predilige la pluralità stilistica e la soggettività moltitudinaria; non è possibile racchiuderlo in una sola personalità delineata.

La mostra si articola in quattro sezioni composte sia da opere sia da materiali d’archivio, ognuna di queste risponde a una fase specifica del teorizzare dell’artista.

La prima sezione è dedicata ai cosiddetti “Tappeti-Natura”, composizioni in poliuretano espanso rappresentative di scenari naturalistici ma artificiali, esorcizzazioni della morte della natura avvenuta a causa dell’uomo. Accanto  ad essi troviamo “Igloo”, “Macchina per Discorrere” e i famosi “Vestiti-Natura”. Tutte queste opere vanno nella direzione di un’arte “relazionale” in cui il pubblico può entrare in contatto con il lavoro dell’artista. La natura è ridotta a una sorta di decorazione, soggiogata alle volontà meschine dell’uomo.

Nella seconda sezione ci possiamo dedicare alla “New Media Art”, una forma artistica fortemente interattiva nella quale viene messo in evidenza il lavoro partecipativo compiuto dal fruitore. Le prime opere esposte sono: “Ipogea”, “Aiques Tortes” e “Sassi Pulsanti”. Il punto di contatto tra queste ultime è il loro tentativo di rendere attivo il pubblico che partecipa alla mostra. Attraverso la tecnologia, Gilardi lascia interagire i visitatori con l’oggetto artistico rendendoli, in questo modo, partecipativi del suo progetto. In questa parte del nostro percorso troviamo anche “Inverosimile”, un’istallazione multimediale interattiva che racconta l’essere umano.

La messa in scena inizia con un’eclissi lunare cui segue una dolce alba digitale. Durante il giorno avviene il conflitto: gli uomini si divertono a farsi la guerra e ad annientarsi, sono attratti dal mondo che brucia. Alla fine del contrasto vi è la depressione, essa consegna al genere umano una visione nuova. La musica, che aveva accompagnato l’intera performance, ricomincia a salire e cambia, invita tutti gli spettatori a danzare e l’intero ambiente prende nuova  vita, rendendo il pubblico partecipe di un’esperienza multisensoriale.

Al Girardi politicamente impegnato è dedicata la terza sezione espositiva. In essa possiamo trovare opere “socialmente coinvolte” e maschere politiche che venivano utilizzate in contesti quali le manifestazioni e i cortei. La strada diviene il luogo privilegiato dell’espressione artistica, il luogo in cui l’artista si oppone al dominio del potere economico prediligendo un attivismo creativo. Lascia perdere la “vecchia arte” e ne abbraccia una nuova basata sull’uguaglianza fra persone e sull’emancipazione degli oppressi. L’artista si rende partecipe delle sue opere, fa uscire in strada la sua arte portando alla luce la sua battaglia biopolitica e la sua sfida alla crisi economica ed ecologica.

L’ultima sezione è quella dedicata al Girardi curatore e critico. Questa parte della mostra è composta prevalentemente di materiali d’archivio. Qui possiamo trovare una riproduzione in scala del progetto PAV (parco arte vivente)di Torino, uno dei massimi centri di ricerca nell’ambito dell’arte biologica. Sorto in un’area ex-industriale, il parco contiene  una serie di istallazioni di “arte vivente”  in cui gli artisti rappresentano il disastro ambientale attuato dall’uomo e le alternative ecologiche ad esso.

In conclusione, la mostra riesce a fornirci un ampio quadro sull’opera di uno degli artisti più poliedrici del panorama internazionale. Un’adeguata illustrazione di un grandissimo innovatore che riesce, attraverso l’arte, a mettere alla luce alcuni degli aspetti più spaventosi, e spesso trascurati, del nostro mondo quali l’inquinamento, la distruzione del mondo naturale e il controllo smisurato che gli uomini di potere attuano sul nostro futuro.

Consiglio vivamente a ciascuno di voi di ritagliarsi un po’ di tempo per recarsi al MAXXI e assistere a quest’imperdibile ed entusiasmante mostra.

Simona Valentini

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