Palazzo Altemps: uno scrigno pieno di tesori

Quasi nascosto tra gli edifici che circondano piazza Navona, Palazzo Altemps, sfida il tempo e il passare dei giorni grazie alla sua straordinaria bellezza e al fatto che è poco noto non solo ai turisti ma anche ai Romani!

Eppure questo gioiello architettonico, non solo è tra gli edifici meglio conservati e più lussuosi del passato, ma oggi all’interno ospita anche parte della straordinaria collezione statuaria del Museo Nazionale Romano.

Costruito per volere del potente nipote di papa Sisto IV Girolamo Riario nel XV secolo, passò nel 1568 ad un altro ricco e importante nipote di papa, il cardinale Altemps, parente di Pio IV.

Grandi lavori di ristrutturazione vennero inaugurati, tra cui la sistemazione del cortile centrale d’ingresso, con una splendida fontana decorata con pietre pomici; tesserine di pasta vitrea e ghiaia, come nei grandi ninfei di epoca romana; e la loggia interna completamente affrescata, anch’essa con una elegante fontana con fauni.

I pregiati affreschi della loggia, realizzati nel 1595 da Antonio Viviani, rappresentano uno spazio aperto, dipinto come fosse un giardino delle delizie, con varie specie di piante e uccelli, fiori e viti che crescono sui tralicci e puttini che giocano con animali esotici.

I lavori di ampliamento della dimora proseguirono anche nel secolo successivo, con l’abbellimento della cappella di famiglia dedicata a Sant’Aniceto.

In epoca più recente infine, il palazzo passò in uso al Pontificio Collegio Spagnolo. Solo alla fine venne acquistato dallo Stato Italiano, per divenire una delle quattro sedi del Museo Nazionale Romano.

All’interno, dunque, non è solo possibile ammirare le preziose stanze ancora in parte affrescate, ma anche alcuni capolavori della statuaria antica, Per citarne solo alcune: il Trono Ludovisi, il Galata Suicida, l’imponente Iuno, il Grande Sarcofago Ludovisi e le due colossali statue di Athena.

Qui infatti sono state allestite, con gusto di ostentazione tipico dei secoli passati, le collezioni d’arte un tempo di proprietà delle più prestigiose famiglie nobili.

Vi era infatti la moda tra i ricchi signori di collezionare preziosi oggetti del passato, perlopiù comprati in vari mercati di antiquariato o direttamente ritrovati durante scavi finanziati con i propri soldi.

 

ll capolavoro per eccellenza dell’intero allestimento è forse il celebre Trono Ludovisi.

L’opera rappresenta la dea Venere mentre sorge dalla spuma del mare, aiutata da due giovani ancelle che cercano di coprire con un morbido panno il suo corpo nudo. La delicatezza della scena, l’eleganza sobria delle figure e l’attenzione per il particolare ci rivelano l’alta fattura dell’opera, che riproduce il momento in cui la dea della bellezza nasce dal mare e giunge sulle sponde dell’Isola di Cipro.

Di egual spessore artistico è poi il gruppo scultoreo del Galata Suicida, rinvenuto nell’area dove in passato sorgevano gli Horti di Sallustio, già possedimento di Giulio Cesare.

L’opera rappresenta un guerriero barbaro nudo nell’attimo che precede la morte. Pur di non cadere in mano nemica l’uomo, che sorregge con un braccio la moglie morta, si suicida, piantandosi una spada nel petto. Un istante drammatico modellato con sapiente grazia nel bianco marmo.

Vi è poi custodita all’interno la colossale testa di Iuno, regina degli dei. I tratti del volto sono di una bellezza talmente eterea e distante, da “far innamorare” i numerosi viaggiatori del passato. Si pensi, infatti, che lo stesso Goethe ne ordinò una copia da esporre nella sua casa romana di Via del Corso!

Il Grande Sarcofago Ludovisi è uno dei più colossali sarcofagi romani, ricavato da un unico blocco di marmo. In origine era policromo, raffigurante sia sul davanti che sui lati una fitta scena di battaglia tra l’esercito romano e quello dei barbari.

Ad un occhio attento, il caos iniziale della raffigurazione, con l’insieme tumultuoso delle numerose figure, si rivela essere in realtà un gioco di sapiente equilibrio compositivo. Sulla scena, i romani dominano dall’alto i barbari che sono come schiacciati dalla potenza dell’esercito nemico. Il defunto (un generale romano) è raffigurato al centro della scena in alto, sul suo cavallo mentre impartisce un comando. Raffinatezza e perfezione stilistica rendono questo sarcofago un pezzo unico!

Palazzo Altemps è dunque un luogo magico, un museo silenzioso nel caos del centro di Roma; dove le uniche “voci” che vale la pena ascoltare sono quelle millenarie dei suoi immortali abitanti.

 

L’Asino d’Oro Associazione Culturale

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