Da New york a Trastevere. La street art di JonOne non si ferma!

JonOne, Niente può fermarmi, Roma, Palazzo Velli, 2018
JonOne, Niente può fermarmi, Roma, Palazzo Velli, 2018

“Non ho ricevuto alcuna educazione artistica: all’epoca in cui taggavo i treni a New York, non avrei mai immaginato che un giorno mi sarei espresso su tela”.

Così John Andrew Perello, in arte JonOne, racconta il suo percorso artistico. Dai muri di Harlem approda nelle gallerie di tutto il mondo.

Di origini domenicane, nativo newyorchese, vive e lavora a Parigi dal 1987.A diciassette anni inizia ad entrare nel mondo dei graffiti, taggando il suo nome Jon seguito da 156, sui muri e i treni della sua città.

Nel 1984 fonda il collettivo artistico 156 All Starz, crew storica di New York, e due anni dopo si trasferisce a Parigi, dove inizia a dipingere su tela e non solo. Nel 2015 decora l’intero guscio esterno di un aereo Boing 777 della compagnia aerea Air France.

L’artista autodidatta porta un pezzo di Harlem nel cuore di Trastevere. Precisamente a Palazzo Velli, un palazzo di fine ‘300  situato a Piazza Sant’ Egidio, dietro Santa Maria in Trastevere. 20 tele create appositamente per la location e posizionate su due piani. Al piano inferiore JonOne ha rappresentato un’installazione dell’opera stessa; una tela appesa al muro in procinto di essere finita. I barattoli in terra e la tela trasparente, per evitare di sporcare la pavimentazione con i colori, ci fanno entrare direttamente nel lavoro dell’artista. Un lavoro volutamente grezzo, “selvaggio”, perché nato dalla strada, che si mescola ad un lavoro più elaborato, con colori sgargianti tipici di un espressionismo astratto.

La forte energia e l’emotività della sua arte fanno di JonOne uno degli artisti più in voga degli ultimi anni, tanto da essere insignito nella Legione d’onore della Repubblica francese, una delle maggiori onorificenze della Nazione.

La psichedelica street art  in mostra fino al 14 Aprile, si plasma perfettamente con il quartiere che la ospita. Le opere del writer infatti sono ispirate al dinamismo cittadino.

Calligrafia, colori e materia pittorica sono le tre componenti indissolubili dell’arte di Jon. Un’arte che richiama Dubuffet e Pollock con il suo dripping, tecnica pittorica tipica dell’Action Painting.

Avete capito bene!

L’artista statunitense fa delle vere e proprie gocciolature sulla tela, usando pennellate dinamiche che vanno ad incrociarsi con i segni netti della calligrafia. Una calligrafia intesa come una tag. La tag è la firma che i graffitisti e gli mc usano per distinguersi. Ma non solo. La tag infatti è il punto zero, è l’origine dell’ urban art. Quella firma, che ancora oggi, nel 2018, viene additata come vandalismo, imbrattamento, deturpamento del decoro urbano, diventa l’opera stessa in JonOne. L’artista infatti ci fa capire che street art e tag sono facce della stessa medaglia, perché una è la genesi dell’altra. Niente può fermarmi è il nome della mostra curata da Giuseppe Pizzuto.

E niente può fermare chi, come JonOne, scrive il proprio nome!

Alessandra Forastieri

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