Fontane di Roma: la monumentalità dei giochi d’acqua

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fontane di roma

La Capitale è un museo a cielo aperto e le fontane di Roma raccontano la sua storia!

Semplicemente passeggiando per il suo centro storico, è possibile ammirare gli imponenti resti della Roma Antica, palazzi ed edifici rinascimentali, basiliche antichissime e piazze imponenti divenute celebri in tutto il mondo. Ciò che poi certamente impreziosisce la città è la presenza assai notevole dell’acqua, celebrata durante il corso dei secoli con sontuose fontane e giochi d’acqua dal gusto sensazionale. Qualche esempio?

Impossibile non partire dalla Fontana di Trevi, divenuta simbolo di Roma in tutto il mondo anche grazie alla pellicola “La Dolce Vita”. Realizzata da Nicola Salvi a partire dal 1732 per volere di papa Clemente XII Corsini, la fontana è un vero e proprio capolavoro: addossata alla facciata di Palazzo Poli, questa fu concepita come una immensa scogliera che digrada verso l’ampio bacino, con al centro il dio Oceano alla guida di un carro trainato da due cavalli, condotti da due tritoni.

 

 

Altro celebre gioco d’acqua è la Fontana della Barcaccia di piazza di Spagna, posta proprio ai piedi della scenografica Trinità dei Monti. La sua costruzione si deve a papa Urbano VIII Barberini il quale commissionò l’opera a Pietro Bernini – padre del più celebre Gian Lorenzo – che la realizzò tra il 1626 e il 1629. Ed è a lui che si deve la scelta della curiosa forma: una vasca a forma di nave romana che sembra però affondare, avendo acqua straripante dai fianchi! Come mai? Perché si volle ricordare le imbarcazioni che qui giungevano con le piene del fiume Tevere, quando di fatto Roma, ancora priva dei muraglioni costruiti dopo l’Unità d’Italia, era in balia dei frequenti allagamenti!

 

 

Parlando di giochi d’acqua, impossibile poi è non menzionare la scenografica Fontana dei Quattro Fiumi realizzata da Gian Lorenzo Bernini verso la metà del 1600 per volere di papa Innocenzo X come elemento più prezioso della “sua” piazza Navona: era qui infatti che la famiglia dei Pamphilj aveva il proprio palazzo, oggi sede dell’Ambasciata del Brasile. L’opera è monumentale: doveva infatti celebrare da un lato il pontefice e dall’altro la diffusione della fede che grazie alla chiesa era ormai mondiale. Ecco quindi che il Bernini decise di realizzare una fontana che raccontasse tutto questo, come? Ponendo seduti su una grandiosa scogliera, quattro figure maschili, ciascuna rappresentante il fiume dei quattro contenti all’epoca conosciuti: il Nilo per l’Africa, il Rio della Plata per le Americhe, il Danubio per l’Europa e il Gange per l’Asia.

 

 

Altro luogo importantissimo di Roma è poi il Quirinale, palazzo che da residenza papale, divenne abitazione della famiglia reale ed infine sede di rappresentanza della Presidenza della Repubblica. E come d’obbligo, proprio davanti a questo importante edificio, ecco che svetta al centro della piazza uno straordinario gioco d’acqua, la Fontana dei Dioscuri, perfetto esempio delle numerose trasformazioni della città. La fontana infatti fu realizzata a partire dal 1500, anche se quella attuale, è il risultato di due interventi successivi: papa Pio VI Braschi nel 1786 posizionò tra il gruppo statuario dei Dioscuri, i mitici gemelli Castore e Polluce, l’obelisco egizio appartenente al Mausoleo di Augusto; mentre papa Pio VII Chiaramonti fece aggiungere la vasca in granito già presente nel Foro Romano.

 

 

Ma non solo grandi capolavori artistici. I più curiosi infatti potranno realizzare una sorta di caccia al tesoro andando a scovare, qua e là in città, la serie delle cosiddette Fontanelle Rionali, nove giochi d’acqua realizzati negli anni ‘20 del secolo scorso dallo scultore Pietro Lombardi su richiesta del Comune di Roma. La loro particolarità è quella di descrivere il rione in cui sono posizionati attraverso elementi simbolici del quartiere: la Fontana degli Artisti in via Margutta; la Fontana delle Anfore in piazza Testaccio; la Fontana del Timone in Lungotevere Ripa; la Fontana della Pigna in piazza San Marco; la Fontana della Botte in via della Cisterna a Trastevere; la Fontana dei Monti in via di San Vito, vicino a piazza Vittorio Emanuele II; la Fontana delle Tiare accanto a Porta Angelica e al Colonnato della Basilica di San Pietro; la Fontana delle Palle di Cannone in via di Porta Castello e la Fontana dei Libri in via degli Staderari, addossata al Palazzo della Sapienza, oggi sede dell’Archivio di Stato.

 

 

Che la passeggiata abbia inizio, buona scoperta!

 

Autore: L’Asino d’Oro Associazione Culturale

 

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