Prima lezione d’arte su Raffaello all’Auditorium di Roma: Raffaello e i Musei Vaticani

auditorium parco della musica raffaello
Barbara Jatta - Raffaello e i Musei Vaticani - Auditorium Parco della Musica

All’Auditorium Parco della Musica si terranno delle lezioni d’arte dedicate a Raffaello dal 16 febbraio al 10 maggio 2020.

Quest’anno si celebra il cinquecentenario della morte di Raffaello Sanzio (Urbino 1483 – Roma 1520). L’Auditorium ha quindi reso omaggio all’artista con una serie di lezioni d’arte che toccano vari aspetti della sua vita.

Ad inaugurare questo ciclo di lezioni, il 16 febbraio 2020, è stata Barbara Jatta, la direttrice dei Musei Vaticani perché, come lei stessa ci ha ricordato, “per conoscere Raffaello bisogna visitare i Musei Vaticani.”

Durante la prima lezione all’Auditorium la direttrice ha raccontato quali saranno le manifestazioni più importanti dedicate a Raffaello, quali i restauri intrapresi sulle sue opere ai Musei Vaticani e quali le novità che ci attendono nel 2020.

La lezione è cominciata con un breve excursus sui Musei Vaticani per introdurre la figura di Donato Bramante (1444-1514). Secondo il Vasari fu proprio lui a suggerire a Papa Giulio II il nome di Raffaello. Dopodiché Barbara Jatta ha parlato delle opere che l’artista ha realizzato in Vaticano e di quelle che entrarono a far parte della collezione in un secondo momento.

Ad esempio la Pala Oddi (1502-1503), la Madonna di Foligno (1511-1512) e la Trasfigurazione (1518-1520) vennero requisite nel 1797 dai Francesi ed entrarono a far parte della collezione del Vaticano dopo il congresso di Vienna del 1815.

Ne approfitto per mostrarvi il disegno sottostante di Benjamin Zix del 1810. In questa immagine potete vedere chiaramente come erano posizionate le tre pale di Raffaello quando ancora si trovavano al Louvre.

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Mostre, eventi e novità per il cinquecentenario di Raffaello elencate durante la lezione d’arte all’Auditorium

In occasione del cinquecentenario di Raffaello, i Musei Vaticani hanno creato un logo utilizzando le sagome di Platone ed Aristotele dell’affresco della “scuola di Atene”. Hanno anche simpaticamente ribattezzato il 2020 come “l’anno Sanzio“.

Le celebrazioni sono partite già ad ottobre del 2019 con la mostra “I piatti di Castel Gandolfo” al Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo. Sono stati sfoggiati ben 34 piatti del ‘500 in ceramica istoriata di ispirazione raffaellesca appartenenti alla collezione Carpegna.

Un’altra iniziativa importante ha invece coinvolto la Pala dei Decemviri (1495) del Perugino, il maestro di Raffaello, situata nella Pinacoteca Vaticana. La pala in realtà proveniva da Perugia, ma nel 1797 gli emissari di Napoleone la portarono in Francia, lasciandosi dietro la cimasa e la cornice. Nel 1815 Canova andò a recuperarla e la portò in Vaticano dove rimase.

Dall’11 ottobre 2019 al 26 gennaio 2020 la pala è stata esposta, ricomposta di tutte le sue parti, nella sua collocazione originale, la cappella dei Priori di Perugia. Se non avete fatto in tempo a vederla sappiate che dall’8 febbraio 2020 al 30 aprile 2020 troverete la pala, ancora completa di cimasa e cornice, esposta nella Pinacoteca Vaticana.

L’importante novità è che la Galleria Nazionale dell’Umbria ha disposto che la cornice, realizzata da Giovanni di Battista di Cecco soprannominato Bastone, rimanga nella Pinacoteca Vaticana.

Gli arazzi di Raffaello esposti nella Cappella Sistina

Barbara Jatta ci ha anche parlato della coraggiosa decisione di esporre gli arazzi di Raffaello (realizzati nelle Fiandre seguendo i cartoni dell’artista) nella Cappella Sistina dal 17 al 23 febbraio 2020.

Un evento davvero eccezionale se si pensa che gli arazzi erano stati esposti nella Sistina solo in altre due occasioni, nel 1983 e nel 2010, per mezza giornata ed esclusivamente per la stampa. Ovviamente è stato scelto un periodo di bassa stagione ma includendo l’ultima domenica del mese, quando l’entrata ai Musei Vaticani è gratuita.

Gli Arazzi, sui quali sono raffigurate storie tratte dagli atti degli apostoli, sono stati appesi ai ganci originali dell’epoca. Ricamati con fili di seta d’oro e d’argento, 7 arazzi su 10 vennero completati in tempo per essere esposti il 26 dicembre 1519 nella Cappella Sistina. Il cerimoniere della Cappella Papale, Paris de Grassis a proposito di quella santa messa scrisse che “a giudizio universale non si era mai visto niente di più bello al mondo”.

Purtroppo non si conosce quale fosse la posizione originale degli arazzi al tempo di Leone X. Esistono però numerose ipotesi al riguardo, a qui potete trovare la scelta adottata dal Vaticano.

I Musei Vaticani presteranno poi l’arazzo del “Sacrificio di Lystra” e il cartone preparatorio di Giulio Romano della “Lapidazione di Santo Stefano” alle Scuderie del Quirinale per la mostra “Raffaello” che aprirà il 5 marzo per concludersi il 2 giugno.

Un secondo arazzo verrà mandato al Victoria Albert Museum dove sono custoditi ben 7 cartoni originali di Raffaello. Il museo in questione sta lavorando da agosto del 2019 su un nuovo modo di presentare i cartoni al pubblico. Potete cliccare qui per saperne di più.

Restauri e altre novità su Raffaello rivelati durante la lezione all’Auditorium

Secondo la direttrice però l’appuntamento più importante dell’anno ai Musei Vaticani sarà il Convegno sull’opera pittorica e architettonica di Raffaello del 20, 21 e 22 aprile. In quell’occasione verranno svelate le pareti della sala di Costantino e condivisi nuovi particolari e scoperte riguardanti i suoi restauri. Durante la lezione Barbara Jatta ci ha mostrato in anteprima le figure restaurate della Comitas (amicizia) e della Giustizia, quelle che Vasari aveva attribuito alla mano di Raffaello e dipinte infatti ad olio su muro.

Nel video sottostante del 2017 potete trovare qualche informazione in più sul restauro.

Il restauro della Pala Oddi ed interessanti ritrovamenti nei depositi

Barbara Jatta ci ha poi stupiti con una foto del restauro della Pala Oddi. Una foto arrivata inaspettatamente proprio quel giorno dal restauratore Paolo Violini e che rivelava un bellissimo blu intenso del manto della Vergine.

C’è anche un altro cambiamento interessante che riguarderà la Sala VIII della Pinacoteca Vaticana. Mentre si trovava nel deposito di Santa Maria Galeria, la direttrice ha ritrovato le cornici ottocentesche delle tre tavole di Raffaello. A quel punto ha deciso di restaurarle per farci tornare ad adornare quelle opere.

Sempre in quel magazzino hanno trovato una polaroid del 1983 formato 1:1 della Trasfigurazione che verrà esposta a maggio insieme alle foto riguardanti le opere di Raffaello della collezione vaticana. Ad esempio cambiamenti nell’allestimento museale o eventuali trasporti delle sue opere.

Anche Papa Francesco si è attivato per questo cinquecentenario

Papa Francesco ha deciso di far restaurare e poi condividere le opere di San Paolo e San Pietro provenienti dalla sala udienze e dipinti da Fra Bartolomeo e Raffaello, almeno secondo quanto ci racconta Vasari nelle sue vite:

A Fra Bartolomeo «non gli riuscì molto il far bene in quella aria, come aveva fatto nella fiorentina, atteso che fra le antiche e moderne opere che vide, et in tanta copia, stordì di maniera che grandemente scemò la virtù e la eccellenza che gli pareva avere, deliberò di partirsi: e lasciò a Raffaello da Urbino che finisse uno de’ quadri il quale non era finito; che fu il San Piero il quale, tutto ritocco di mano del mirabile Raffaello, fu dato a fra’ Mariano».

Altri eventi su Raffaello nel 2020

Dal 24 marzo 2020 fino al 10 ottobre 2021 alla Domus Aurea si terrà la mostra “Raffaello e la Domus Aurea. L’invenzione delle grottesche“. Un complesso che ha sicuramente influenzato l’arte del rinascimento. Molti artisti, tra cui Raffaello, si calavano nelle “grotte” per ricopiare quelle pitture. Il risultato di questi suoi studi è evidente nella stufetta e nella loggetta del cardinal Bibbiena e nella Loggia di Raffaello del Palazzo Apostolico.

L’Accademia dei Virtuosi del Pantheon ha invece lanciato il progetto “Enigma Raffaello” per discutere della morte di Raffaello. Una morte ancora piena di interrogativi e avvolta nel mistero.

Dal 28 maggio al 2 giugno 2020 all’Accademia di San Luca si terrà il “Convegno internazionale Raffaello dalla bottega al mito“. Ad ottobre invece proporranno la mostra “L’Accademia di San Luca e il mito dell’Urbinate” volta ad illustrare il ruolo di questa istituzione nell’affermazione del mito di Raffaello a Roma dal Cinquecento all’Ottocento.

Ovviamente ricordatevi anche delle prossime lezioni su Raffaello all’Auditorium. L’8 Marzo alle 18:00 Silvia Ginzburg ci parlerà di “Raffaello Oggi“, dello sviluppo del suo stile, di come è stato inteso fin dal Cinquecento, al fine di capire come è cambiato il nostro modo di intenderlo.

Raffaello a Roma: dove trovarlo

Vi ricordo che a Roma potete ammirare Raffaello non solo ai Musei Vaticani ma anche in altri luoghi. Scaricatevi questa guida pubblicato dal Comune di Roma intitolata “Raffaello a Roma” dove troverete un itinerario per andare alla scoperta dei suoi capolavori. Se poi volete approfondire Raffaello a Villa Farnesina leggetevi il post sottostante.

Giulia Tiddens

Italo-Olandese laureata in Storia dell'Arte, guida turistica autorizzata di Roma, art blogger e organizzatrice di eventi culturali. Ho studiato e vissuto tra Italia, Inghilterra, Paesi Bassi e Ungheria e lavorato presso istituti culturali e organizzazioni internazionali. Nel tempo libero, quando non sono impegnata a riempire di bellezza gli occhi dei miei bambini tra musei, natura e parchi archeologici, mi piace scrivere di libri ed arte.

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