Roma e le sue chimere: l’arte di Alice Moon tra burlesque e body painting

burlesque roma

Monica Argentino in arte Alice Moon è un’artista romana: pittrice, body painter, performer ed attrice. I suoi progetti contemplano spesso diverse arti. Si definisce una “sperimentatrice”, cercando di rinnovarsi e di trovare nuove strade per esprimersi. Noi di CulturaMente l’abbiamo incontrata per scoprire il suo mondo.

Monica, la tua poliedricità stupisce e affascina. Come avviene questo cambio di pelle e qual è il filo conduttore tra le arti?

Il filo conduttore è senza dubbio la bellezza, non come giudizio estetico ma come ricerca della verita’ e significato dell’esistenza.
Uno dei temi principali della mia arte è l’essere umano con le sue debolezze, contraddizioni, le tensioni tra felicita’ e sofferenza e l’ambivalenza dei sentimenti.

Sento forte il bisogno di canalizzare e di esprimere la complessità delle emozioni che provo come essere umano e di dargli forma e colore attraverso la mia espressione artistica.

Mi ritengo una sperimentatrice, sono una persona curiosa e alla ricerca di stimoli attraverso nuovi mezzi espressivi con i quali cerco di rinnovarmi come persona ma soprattutto come artista.

I miei progetti contemplano spesso molte diverse arti, perchè credo nella diversita’ e nella possibilita’ di crescere mediante il dialogo e le esperienze collettive. La capacita’ di espressione attraverso l’arte e la cultura crea una umanita’ piu’ libera e consapevole.

La tua storia inizia dalla passione per l’arte visiva. Quando hai iniziato a dipingere?

Nasco praticamente autodidatta, dipingo da quando ero molto piccola, alle scuole elementari gia’ vincevo i miei primi riconoscimenti per i migliori disegni. Avevo una inclinazione artistica naturale, spontanea, che crescendo ho coltivato attraverso lo studio e l’esercizio.

Ricordo che quando avevo circa sei o sette anni, ad una fermata di autobus per mano a mia mamma, sotto i miei piedini si era formata una grande pozza d’acqua: la guardai fissa sempre più intensamente e ad un certo punto immaginai di entrarci dentro, alla scoperta di un mondo segreto che nessuno mai aveva visto.

Ecco, la sensazione e l’emozione di quando dipingo e mi esprimo attraverso ogni forma d’arte, è la stessa di quel giorno.

Nell’arte cerco la verità, la denuncia e soprattutto la libertà anche attraverso la bellezza. Dipingere è un mio bisogno, che sia su foglio, su tela o su corpi nudi.

Il colore è senza dubbio il mezzo che mi identifica e che uso per raccontare esternamente ciò che vivo interiormente, perché la pittura è una poesia muta, come diceva Leonardo Da Vinci. Dipingo perché quando sono io in compagnia dei miei colori mi sento utile, necessaria.

Ho seguito un percorso di studi in chimica industriale (ed ecco la mia parte razionale con la quale sono continuamente in lotta) e dopo in grafica illustrativa. La prima mostra collettiva alla quale ho partecipato ancora adolescente, fu Illustrativa 91 appunto nel 1991.

Da allora non mi sono mai fermata, anche se per un periodo della mia vita mi sono dedicata contestualmente all’arte anche ad attivita’ lavorative che interessavano societa’ nell’ambito medico-farmaceutico come addetta alle risorse umane e reponsabile marketing.

Nel tuo tratto artistico è forte la componente femminile e la riscoperta dell’eros come dimensione ludica. Qual è il tuo rapporto con le donne e con il femminino?

Sono una donna molto femminile e sono in empatia con le donne. Mi riconosco pero’ anche dell’energia maschile e sono convinta che in tutti noi alberga almeno in parte sia una componente maschile che una femminile.

Se dovessi rinascere, nascerei altre mille volte donna. Le donne sono il nutrimento della vita, fecondita’ e spirito. Abbiamo l’attitudine alla resilienza, guardando al futuro con positivita’, forse anche per l’istinto naturale alla conservazione della specie.

Abbiamo una marcia in più che a volte non sappiamo usare, restiamo imbrigliate in condizioni, preconcetti, condizionamenti mentali e sentimentali che ci svalorizzano. La nostra forza, secondo me, sono la nostra empatia, la spiccata sensibilità, la predisposizione alla tenerezza e la creatività.

La mia prima mostra personale importante è dedicata interamente alla donna e alle violenze che purtroppo troppo spesso si trova a subire.
Chimera: le forme del male è il titolo della mia personale pittorica e affronta la violenza sulle donne più specificamente in ambito affettivo, la loro dipendenza psicologica con il carnefice, spesso fino alla morte.

La violenza ha forme diverse e diversi volti: da qui il simbolismo con la chimera, il mostro mitologico con le parti del corpo di diversi animali, raffigurante il male in tutte le sue forme.

D’altra parte la chimera è nel linguaggio corrente un’utopia irrealizzabile.

Dal burlesque al body painting, la corporeità ha uno spazio centrale nella tua dialettica artistica. Un corpo esibito con orgoglio e consapevolezza; è forse questa la direzione verso cui tendere per una coscienza femminile che si oppone alla nuova stagione del sessismo?

L’espressione corporea ed il saperlo mostrare con naturalezza rappresenta per me la sua “liberazione”.

In particolare con il mio progetto Body to Art voglio rivendicare il corpo con quella normalità con la quale ognuno dovrebbe viverlo, in modo libero e non volgare. Esprimere attraverso di esso l’arte non solo come forma estetica ma come veicolo di messaggi sociali.

Il progetto artistico consiste nel dipingere corpi nudi di modelle ma anche di persone “anonime”, con corpi e canoni estetici comuni, per provocare reazioni immediate ed emozioni intense, che sperimenta sia l’artista che le persone dipinte e, ovviamente, il pubblico.

E soprattutto legittimare il corpo svincolato dagli stereotipi di bellezza, stigmatizzato dalla nostra societa’ secondo certi ruoli e canoni conformati, riconoscendo l’individuo in quanto tale con un proprio valore e riconoscimento senza distinzione di classi, di colore e di genere.

La tua pittura è onirica e visionaria, esasperata dall’uso dei colori freddi che evocano i toni dell’atmosfera, dell’acqua. Come hai perfezionato la tecnica?

La mia pittura è caratterizzata da una espressivita’ emotiva, parte dall’anima e con il colore e la luce fa prendere forma alle vibrazioni interiori, prediligendo fondere elementi reali con quelli surreali.

Con l’uso alternato di colori freddi e caldi, con la mescolanza delle tinte pastello alle tinte forti, esprimo un mio mondo dove c’e’ tutto questo turbinio contaminato da tante sensazioni.

Sento la pittura come un bisogno di sprimermi e cercare di provare a trasmettere aspetti della condizione umana. L’uso sovradosato del colore è l’elemento di riconoscimento della mia pittura senza dubbio.

Sono una colorista, ovvero parto dal colore per definire le forme e non ho bisogno quasi mai di un disegno preparatorio.

Il colorismo è una modalita’ tecnico pittorica, caratteristica nel passato della scuola veneta, dove appunto le luci ed i colori sono meno vincolati da una forma gia’ delineata in precedenza.

Io l’ho coltivata scoprendola nel mio percorso di studi durante le lezioni di tecniche pittoriche, anche se all’inizio la mia attitudine al disegno mi portava con piu’ facilita’ al figurativo, che ho cercato di tradurre e contaminare con una poetica piu’ espressionista.

Cerco di perfezionarmi ogni giorno, con lo studio, l’esercizio, la ricerca e anche nutrendomi di cio’ che vedo intorno a me espresso dagli altri artisti.

Dipingere un corpo come una tela è un’esperienza esaltante, credo, perché si instaura una forma di relazione intensa tra i due attori nell’atto creativo. Parlaci di questa espressione pittorica a metà tra la performance e la pittura tradizionale.

Le perfomances art fanno parte appunto del mio progetto Body to Art. Sono studiate singolarmente per ogni evento, completamente scandite a tempo di musica che è in sintonia con le immagini visive, dialogando con loro, susseguendosi su di un corpo nudo che diviene una vera e propria opera d’arte in movimento.

Gesti, suoni, colori si fondono per dare vita ad uno scenario che è emozionante tra immagini ed immaginario, interamente dal vivo sotto gli occhi del pubblico presente.

Quello che faccio simbolicamente è cospargere di colori un’anima messa a nudo, perchè solo quando siamo nudi siamo totalmente veri.
Mi esibisco ormai da anni ed il progetto artistico è particolare perchè complicato ed inusuale. Devo eseguire il body painting dal vivo con un tempo a disposizione molto limitato: da venti minuti ad un massimo di un ora.

Siamo abituati a vedere il body painting nei festival o in manifestazioni dove il corpo viene dipinto “dietro le quinte” e con ore di lavoro a diposizione, mentre io lo eseguo in maniera performativa e le mie opere prendono vita all’istante.

Le mie performances sono state apprezzate in luoghi d’arte come il Maam Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz (Rm) in occasione di Arte da Macello a cura di Ignorarte, come in rassegne d’arte accompagnate con l’esposizione delle mie opere pittoriche; ma anche in manifestazioni come The Other side of the Ink-Female Edition all’Hotel Sheraton.

Ho partecipato ad eventi culturali internazionali come la mia partecipazione alla settimana della Cultura francesce insieme all’artista francese Valerie Telesca al Museo di arte contemporanea Galleria Polmone Pulsante di Roma con un omaggio ad Orlan e in altri luoghi.

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Dal corpo interpretato come supporto vivente all’uso giocoso della seduzione ironica del burlesque il tuo mondo ruota intorno a un ideale di Bellezza.

L’idea della bellezza femminile nei millennni ha subito tantissime variazioni: dal corpo asciutto dell’antico Egitto, a quello morbido apprezzato nel Rinascimento, fino ad arrivare a quella piu’ androgena dei nostri giorni.

Questo perche’ la bellezza, pure essendo un concetto sconfinato destinato a rimanere senza una risposta esauriente, è una percezione che varia nel tempo e con l’evoluzione delle culture.

Il mio ideale di bellezza è quella che non sfiorisce e non si trasforma, ovvero la bellezza interiore.
Voglio rappresentare una bellezza più profonda, autentica che non sia solo quella legata ai canoni estetici ma anche e soprattutto all’armonia e al vero.

Ho diretto un corso di burlesque all’Accademia dello Spettacolo di Velletri per ragazze, donne di qualunque eta’ e caratteristiche fisiche. La dote che noi donne dobbiamo imparare e valorizzare, insieme alla sensualita’, che è innata anche se spesso ne siamo inconsapevoli, è l’ironia.

Veder crescere nelle mie allieve il carisma e l’autostima è stata per me la piu’ grande soddisfazione.
Ho conosciuto nel corso degli anni, in questo ambiente, molte donne con tanti percorsi di vita non facili, con problematiche serie come l’anoressia, la bulimia, in generale con la non accettazione del proprio corpo. Hanno trovato aiuto nella “terapia” del burlesque.

Monica, cosa è un erotic lunch?

L’Erotic lunch e’ un pranzo spettacolo o una cena spettacolo in cui drammaturgicamente intrecciate ci sono esperienze multisensoriali con tanti artisti che si esibiscono.

C’è il body painting, il reading, il tango, il burlesque, la clownerie, il canto, e tante altre arti. Il tutto elaborato sapientemente nei particolari, perche l’eros è fatto di particolari.

La narrazione intorno ai cibi afrodisiaci che vengono serviti lega tutte le performances e accompagna il pubblico in questo magico viaggio alla scoperta dei cinque sensi e dell’eros. La drammaturgia è collettiva, mentre la regia ed il progetto sono di Senith.

Sono molto felice di far parte di questa compagnia teatrale; siamo giunti felicemente alla nostra terza edizione. Questo anno portiamo in scena Afrodisia. Io mi esibisco principalmente come body painter, in una performance da me ideata e sviluppata. Si ispira all’autoerotismo con un autopainting, tecnicamente molto difficile e di impatto scenico visivo toccante e suggestivo.

Inoltre nel progetto sono attrice e performer di burlesque. Insomma impegnata ma molto soddisfatta, tanto che per la prossima edizione vorrei anche aggiungere il canto.

Grazie per la tua disponibilità, dove possiamo seguire le tue raffinate performance nei locali capitolini?

Il 29 giugno ed il 19 luglio saro’ a Habicura (Piazzale del Verano, Rm), manifestazione di pittura, poesia, video art, performances con una mia video art e con una performance di body painting sulla parita’ di genere.

Dal 20 al 22 luglio potrete trovarmi al Festival delle arti Ars Ventis a SanVittore con la mia opera pittorica Sospiri di foglie – acrilico e tecnica mista su tela ed una mia performance live ispirata ad essa.

Il 31 luglio esporrò due mie opere alla rassegna d’arte Anima Mundi alla galleria Il Laboratorio (Vicolo del Moro, Trastevere). I curatori sono Sonia Vecchio e Dario Calì. Eseguiro’ una performance di body painting live in linea con le opere e con la rassegna stessa.
Dopo finalmente mi prendero’ qualche giorno di vacanza fino al prossimo evento.

Se volete seguirmi nelle mie attività questi sono i miei link: www.alicemoon.it
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Instagram: miss.alicemoon.artist

Ringrazio di cuore te, Antonella, e CulturaMente per questa interessante intervista.

Antonella Rizzo

Poeta, scrittrice, performer, docente, giornalista. Collaboratrice di Culturamente dal 2015.

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