Domani i giornali non usciranno: tra Borges e Cortázar

Domani i giornali non usciranno: tra Borges e Cortázar
Domani i giornali non usciranno: tra Borges e Cortázar

Domani i giornali non usciranno, il nuovo e affascinante lavoro della compagnia Barone/Ferrari/Chieli

Roma 28 ottobre ’17 || Al Teatro Studio Uno è andato in scena Domani i giornali non usciranno, testo di Veronica Raimo per regia di Emilio Barone e Massimiliano Ferrari, con Alessandra Chieli. Lo spettacolo è parte di un progetto in divenire, ma ha già un suo equilibrio.

La compagnia Barone, Chieli e Ferrari aveva portato in scena un trittico dedicato allo scrittore ispanoamericano Cortázar. Nel nuovo lavoro il latinoamerica ritorna nel suo respiro letterario. La storia è quella di una donna di mezza età che si ritrova intrappolata in aeroporto, nella migliore forma di se stessa. Ha perso l’aereo e non c’è posto sui prossimi voli.

Lo spazio si prefigura come una dimensione astratta, che prende forma sul palco tramite strutture mobili che l’attrice compone come specchi e corridoi. È il luogo dove ogni evento casuale, come la scomparsa del proprio passaporto, può finire introiettato in un monologo di riesamina personale.

L’aeroporto è anche l’anticamera alla vita che la protagonista desidera. Dall’altro capo del viaggio ci sarà un amante, il cui rapporto è costruito su una continua volontà di negarsi alla monotonia degli altri amori. L’amante interviene solo nel ricordo o come registrazione esterna.

Distorcere e falsare il reale

In questo avvenire e non avvenire delle cose, una proiezione dai colori accesi, riconosciamo Borges e Cortázar come presenze spirituali del testo. Parlano nella realtà dipinta, nel labirinto dei pensieri e degli eventi, nell’incubo agrodolce che potrebbe anche essere sogno. C’è il gioco tra amanti, codificato per rispondere solo e soltanto al caso, e l’innocenza e l’insicurezza delle persone sole. Non c’è però Márquez. Qui non è la storia a fare il reale meraviglioso, ma la letteratura a distorcere e falsare il reale. Un grande plauso per il gusto che Domani i giornali non usciranno sa esprimere.

Una leggerezza unica attraversa infatti l’intero spettacolo. È nell’analisi che fa di sé la protagonista, vivendo l’aeroporto come camera degli specchi della sua psiche. Permea l’ironia e l’esasperazione degli incidenti surreali che la perseguitano. Le musiche originali di Toni Virgillito riescono inaspettatamente ad essere una base per questa leggerezza, nonostante, ma anche grazie, al loro carattere monotono ed elettronico.

L’impianto audio però divora la voce di Alessandra Chieli, spesso intima in un recitare elegante, posato, ma, a confronto con la musica, sottile sia di forza che di tono. È uno di quei casi in cui l’ecosistema dello spettacolo è messo a rischio da un calcolo tecnico inappropriato.

In conclusione, Domani i giornali non usciranno è un lavoro di gran gusto, essenziale e immerso in un’atmosfera trasognata. Effimero sul momento, complice la natura eterea della psiche messa in scena, finisce però per essere ricordato e rivisto nella mente ancora a distanza di tempo. Segno che sa instillare il suo germe.

Lo spettacolo andrà in scena fino al 5 novembre

(c) foto culturamente.it

Gabriele Di Donfrancesco
@GabriDDC

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