L’Accademia Nazionale di Santa Cecilia propone un programma particolare, che spazia da Anton Webern ad Alexander Zemlinsky e Richard Strauss.

L‘Accademia Nazionale di Santa Cecilia propone un programma che si potrebbe riassumere con due parole: esotismo ed eroicità.
La prima parte si apre con la
Passacaglia op. 1 di
Anton Webern, composta nel
1908 e
suo primo lavoro pubblicato.
La passacaglia è una danza di origine spagnola che consiste in una serie di variazioni su di un motivo principale, il quale rimane sempre come sottofondo. In questo brano si sentono già i caratteri principali del compositore:
la sobrietà,
il rigore dello stile ed
i contrasti sonori enormi. Il tutto viene inserito
in un lirismo ipnotico alle volte un po’ freddo.
La prima parte continua con due brani di
Alexander Zemlinsky, compositore poco conosciuto: i
Salmi 23 e
13, quest’ultimo eseguito
per la prima volta in assoluto a Santa Cecilia. Sono tra le poche pagine composte da Zemlinsky per coro.
Nel Salmo 23, composto nel
1910, un brano dai caratteri
esotici, si sente la nostalgia per
una gioia perduta.
Questa gioia riemerge per svanire totalmente. Probabilmente è il segnale della sua appartenenza all’
ebraismo, ma anche
l’angoscia per un destino incerto (quattro anni dopo sarebbe scoppiata la Prima Guerra Mondiale). Il testo afferma
un completo affidarsi al Signore. Il
Salmo 13, composto nel
1935 ma eseguito per la prima volta postumo nel
1971, presenta una prima parte che esprime
incertezza, rabbia (si era appena usciti dalla Prima Guerra Mondiale e l’autore, essendo ebreo, fu costretto ad allontanarsi dalla
Musikhochschule di Berlino nel 1933 con l’avvento di Adolf Hitler), ma nella seconda emerge in riavvicinarsi a Dio ed alla sua tutela. Ottima la prova del
Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, praticamente una voce sola, preparato di
Ciro Visco.
Durante la seconda parte viene eseguito il poema sinfonico
Ein Heldenleben (Vita d’Eroe) di
Richard Strauss, composto tra il
1897 ed il
1898, formando un dittico con il suo
Don Quixote, essendo incentrati tutti e due sulla figura dell’
eroe. Il brano evoca l’immagine di
una figura ideale,
un eroe romantico nel quale l’autore si rispecchia in parte. Un brano denso di cromatismi e d’effetti resi alla perfezione dalla bacchetta del giovane direttore colombiano
Andrés Orozco-Estrada con una meravigliosa
Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, come del resto lo erano entrambi nella prima parte. Ottima la prova del primo violino Roberto Gonzàles-Monjas, al quale erano affidate gli interventi solistici principali insieme ad altri membri dell’orchestra, quali la prima viola
Raffaele Mallozzi ed il primo violoncello
Luigi Piovano.
Le repliche saranno lunedì 30 novembre alle ore 20:30 e martedì 1 dicembre alle ore 19:30.
Marco Rossi