L’ipogeo del Necci, un luogo segreto nel cuore del Pigneto

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Conosciuto per essere il bar dove andava Pasolini, Necci è un bellissimo garden bar di Roma, da oggi ancora più famoso.

Il 23 settembre 2021 è stato inaugurato questo inedito ipogeo, e io sono andata a visitarlo, perché frequento il Necci da più di un decennio ed ero curiosissima di conoscere uno spazio così particolare. Chi vive a Roma non si abituerà mai al fatto che appena si scava si trova un tesoro, che sotto la capitale dorme una città parallela, in attesa di essere risvegliata.

Le origini dell’ipogeo

Questo luogo sotterraneo ha vissuto diverse epoche, con le sue conseguenti trasformazioni. Nell’antichità era una cava di pozzolana, quando la zona era vulcanica. Nel rinascimento il Pigneto era campagna, coltivata a viti e frutteti. Solo nel diciannovesimo secolo entra a far parte dei possedimenti della famiglia Torlonia, come gran parte dell’agro romano.

In seguito gli appezzamenti vengono venduti a varie famiglie. Una di queste utilizza la cava come cantina, infatti si possono vedere ancora le rampe scendi-barile. Con la massiva immigrazione di braccianti, nel 1923 il casale viene acquistato da Enrico Necci, e nel ’43 il bombardamento su Roma mise a dura prova la vita degli abitanti del quartiere, che proprio in questo ipogeo trovarono un ottimo rifugio antiaereo.

La scoperta e la ristrutturazione

Nel 2021, l’anno in cui il mondo ha rallentato la sua corsa a causa dell’emergenza pandemica, lo spazio sottostante il bar “rivede la luce” grazie al ritrovamento ed al recupero da parte di Agathe Jaubourg e Massimo Innocenti, gestori del Necci. I due, dopo un’accurata opera di ristrutturazione conservativa, restituiscono ai romani e a tutti coloro che vorranno visitarlo, un luogo suggestivo e decisamente unico nel suo genere. Le planimetrie del locale, così come quelle del quartiere, mostravano da sempre uno spazio sottostante al bar, che Agathe e Massimo non erano ancora riusciti a trovare. La scoperta è stata un vero e proprio caso – un atto di routine -, come quello d’interrare una pianta che avrebbe adornato il giardino del Necci e che, invece, è stata la causa di un disvelamento inedito quanto strabiliante.

Il processo di ristrutturazione, dalla scoperta alla bonifica degli spazi (durato nel complesso 8 mesi), insieme alle testimonianze degli abitanti più anziani del quartiere, hanno dato vita a un documentario in programma al Pigneto Film Festival, dal titolo “ERICOVERO. Storia profonda del quartiere Pigneto”.

Il restauro ha permesso al genius loci di rimanere intatto e di integrarsi perfettamente con lo stile del locale, cuore della movida di una parte di Roma. L’ipogeo rimarrà fedele alla sua vecchia funzione di cantina, è stato infatti creato un cave bar, per degustazioni di drink e delle più pregiate bottiglie di vino e bollicine.

Last but not least, si presta a luogo espositivo di grande suggestione. Dal 23 al 26 settembre potrete infatti ammirare la mostra fotografica “Cosplay” di Filippo Trojano, iniziativa nell’ambito della quarta edizione del Pigneto Film Festival.

Micaela Paciotti

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