Esce Sentimentale-Jugend, quarto cd della band italiana Klimt 1918

Esce Sentimentale-Jugend, quarto cd della band italiana Klimt 1918
Klimt 1918, foto di Paolo Palmieri

Esce Sentimentale-Jugend, quarto cd della band italiana Klimt 1918

Una ricerca tenace ma che risulta artificiosa e disorientante.

Sentimentale-Jugend –  da dicembre in Europa e USA

Formatasi a Roma nel 1999 da un’idea dei fratelli Marco e Paolo Soellner, completano la loro formazione con il bassista Davide Pessola e il chitarrista Francesco Tumbarello. Grazie al loro demo autoprodotto Secession Makes Post-Modern Music, ottengono un contratto con l’etichetta indipendente My Kingdom Music, con cui pubblicheranno il loro primo full-lenght Undressed Momento.

Nel 2004 firmano un nuovo contratto con l’etichetta tedesca Prophecy Production e nel 2005 pubblicano Dopoguerra, a cui segue il loro primo tour europeo.

Dopo una serie di rimpiazzi di chitarristi, nel 2006 entra a far ufficialmente parte del gruppo Francesco Conte e nel 2008 esce Just in Case We’ll Never Meet Again (Soundtrack for the Cassette Generation).

Ed eccoci, infine, all’uscita dell’ultimo lavoro Sentimentale-Jugend.

sentimentale jugend klimt 1918
Cover di “Sentimentale-Jugend” dei Klimt 1918

Partiamo subito dicendo che si tratta di una band difficilmente ascrivibile ad un genere preciso, dal momento che le loro sonorità spaziano senza remore dallo shoegaze al metal (non a caso, il gruppo nasce sulle ceneri degli Another Day, band death metal dei fratelli Soellner), facendo leva su una forte componente indie-rock venata di richiami elettronici, new wave e sperimentali. Nella scena underground europea hanno raggiunto un notevole successo grazie ai lavori precedenti ma oggi ci occuperemo quasi esclusivamente della nuova uscita.

Sentimentale-Jugend, concept album bipartito, “Sentimentale” da una parte e “Jugend” dall’altra, lato A più più lento e riflessivo, lato B più duro e “sporco”.

Non è difficile distinguere i continui riferimenti all’ambiente germanofono: il nome della band, che unisce quello del pittore austriaco Gustav Klimt e la data della fine della Prima Guerra Mondiale, gli ambienti evocativi in stile Einstürzende Neubauten, il nome del cd stesso che riporta la parola tedesca “Jugend” (gioventù, adolescenza), solo per citarne alcune. Tutto questo contribuisce a far emergere una palese ricerca, sia storica sia musicale, per non parlare di tutte quelle recensioni più che positive, che parlano dei lavori dei Klimt 1918 come di ottime, se non superbe, dimostrazioni di ricerca e applicazione, che non hanno perso lo smalto nel corso della loro evoluzione.

Che dire? Le premesse fanno presagire un’opera in grado di deliziare gli ascoltatori in eterno. Non resta, dunque, che premere play.

Ed è qui che, personalmente, mi trovo spiazzata.

sentimentale jugend klimt 1918

Ho ascoltato in loop Sentimentale-Jugend per due giorni, ho approfondito andandomi a cercare i lavori precedenti e tutto quello che ho ottenuto è stato un forte contrasto interiore. Mi piacerebbe poter dire che questo contrasto sia stato evocato dalle canzoni o dalle sonorità del cd, un piacevole effetto collaterale di una musica magistralmente costruita sotto ogni minimo punto di vista, ma purtroppo non è stato così.

Il mio spiazzamento è dovuto principalmente dalla grande aspettativa che era stata inevitabilmente creata attorno a questo album apparentemente strabiliante e che si è infranta all’ascolto finale.

Innanzitutto, l’ipotetica ripartizione Sentimentale/Jugend non si avverte in modo netto. Nonostante l’ascolto ripetuto, ho avuto bisogno di leggere descrizioni dettagliate dedicate ad ogni singolo brano solo per distinguerli l’uno dall’altro.

Gli intenti sperimentali e le contaminazioni relative ai generi più disparati tanto declamati si mischiano in un groviglio continuo di suoni troppo fusi tra di loro, come se ogni strumento svolgesse il ruolo di mera comparsa e non quello di solista. L’impressione più forte che ho avuto è stata quella dello stesso suono talmente reiterato fino allo stremo che non mi ha lasciato niente di veramente solido a cui fare riferimento.

Inoltre, ho letto di numerosissime influenze di artisti precedenti, dagli U2 ai Joy Division, dai Cure al David Bowie del periodo berlinese, contaminazioni di grunge, new wave, cieli di piombo, noise, doom inglese e tantissimi altri nomi e definizioni che hanno contribuito ad aumentare il mio disorientamento, con l’impressione che si facesse “tanto rumore per nulla”, tanto per completare il parco citazioni, privo ancora di riferimenti shakespeariani.

Un’immagine dal booklet di Sentimentale-Jugend

Tutto questo mi porta automaticamente a pensare a due eventuali soluzioni:

  • nel primo caso, i Klimt 1918 hanno creato qualcosa di poco preciso, con intenti vaghi, impossibile da incasellare in quanto personale ed estremamente sperimentale. Trovo che sia una scelta assolutamente legittima, sono dell’idea che il più delle volte la musica vada semplicemente ascoltata e non compresa ed etichettata, ma allora sarebbe necessario usare terminologie essenziali e argomenti solidi su cui poi l’ascoltatore farà in modo di costruirsi personalmente i propri fronzoli. Prodigarsi in intenti metafisici, condendoli inutilmente di terminologie altisonanti e fenomeni storico-sociali fa perdere di vista la strada verso una ricerca autentica che dovrebbe offrire a chi ascolta gli spunti per interpretare personalmente il lavoro dell’artista. La ricerca personale, infatti, finirebbe per essere inevitabilmente guidata in modo straziante dopo che le era stato promesso di fluire liberamente;
  • nel secondo caso, i Klimt 1918 si sono veramente serviti di tutti i generi e gli autori suddetti per dare vita al proprio stile e alle proprie sonorità, senza rendersi conto delle stonature, delle contraddizioni di fondo e degli intenti discordanti delle diverse tipologie musicali. Hanno aggiunto senza calibrare, hanno allungato i tempi dei brani promettendo qualcosa che finisce per essere giusto intravisto da lontano o, in certi casi, neanche lontanamente compreso. Il risultato finisce per essere irrimediabilmente inafferrabile, stavolta con tutte le belle premesse impomatate e artificiose che promettono solo in parte le bellezze decantate.

In conclusione, qualunque sia la strada intrapresa dai Klimt 1918, Sentimentale-Jugend è un album in cui si avvertono forti contrasti, grande ricerca e ottime intenzioni, un lavoro in cui, purtroppo, si avvertono in modo preponderante le numerose contaminazioni, che finiscono per rimanere solo comparse in ripetizione ciclica su uno sfondo estremamente variegato.

L’intento del disco rimane sfuggente e privo di risposta, in un ambiente fatto di pregevoli e numerosissime presenze ma in cui manca l’elemento portante. Una specie di festa di compleanno in cui manchi il festeggiato.

Tuni Laurenti

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Nata nella Terra di Mezzo da genitori elfi, coraggiosi e fighi, Tuni Laurenti venne rapita da Papà Castoro e cresciuta nella menzogna. Per questo ha tanto potenziale ma davvero poca fiducia in se stessa. Scappa a dieci anni insieme al fido amico Charmander, amorevolmente soprannominato Zippo, alla ricerca della Valle Incantata, del Santo Graal e di un cerotto per vesciche ma si sbaglia, scende a Quintiliani e si trova dispersa in un mondo parallelo, quasi oltre il raccordo. Il suo sogno più grande è quello di poter finalmente vedere in carne ed ossa l’Invisibile Unicorno Rosa e istituire il Fantaghirò-Day, per instillare nelle giovani ragazze con sogni di gloria la scintilla della fiducia in se stessi. Aspetta con trepidazione il Ragnarök, momento cruciale in cui finalmente potrà spodestare Papà Castoro e vendicarsi per averle negato la vita da strafica che ha sempre sognato.

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