Romeo e Giulietta: al Globe Theatre l’intramontabile tragedia di Shakespeare

Romeo e Giulietta, una delle tragedia più belle di sempre, sarà in scena al Globe Theatre, per la regia del grande Gigi Proietti, fino al 2 ottobre 2016. Un appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati dell’inarrivabile Shakespeare. 

@MarcoBorrello
E’ Romeo e Giulietta, e della loro storia d’amore non ci si stanca mai. Non ci si stanca mai di ascoltare i dolci sospiri della giovane Capuleti dall’ormai leggendario balcone o di spiare Romeo mentre per la prima volta la scorge al ballo. Non ci stanca mai anche del finale, amaro, struggente, che pure, ogni volta, desidereremmo meno triste: cosa sarebbe successo se… E poi ci si ferma. Perché ci si rende conto da subito che è anche e soprattutto il finale a consegnare alla storia il capolavoro di William Shakespeare.
Il Globe si rivela un teatro incredibilmente suggestivo (se anche incredibilmente scomodo). Le luci, soffuse, il palco essenziale, e tutto intorno spettatori impazienti, accrescono l’attesa della magia cui si sta per assistere. Poi arriva in scena lui, Gigi Proietti. E tutto si fa prima silenzio e poi applauso fragoroso. Recita l’incipit e sono brividi e commozione. E’ un gigante, troneggia anche nella vastità degli spazi. Tutto si ferma per quei pochi minuti di presentazione e tu cerchi di destreggiarti al meglio tra l’ascolto, il non perderti nemmeno un secondo della sua straordinaria verve recitativa e l’emozione. Che c’è, tantissima. E ci si chiede se dopo il suo breve se anche vibrante intervento, tutto finisca lì, che altro da vedere non c’è. Non può esserci.
Invece poi Gigi si ritira e cede il posto ad un cast di attori fresco e motivato. Particolarmente apprezzabile e godibile è la scelta di ambientare la prima parte nella nostra realtà quotidiana, fatta di giovani ribelli e bimbe tredicenni che si affacciano per la prima volta alla vita. Complice anche la freschezza dei giovani attori, si assiste insomma quasi ad una commedia giovanile da “Notte prima degli esami”: si ride, ci si emoziona, ci si avvince: riuscirà Romeo a conquistare Giulietta? Riuscirà il loro amore a far cessare l’odio tra le due potenti famiglie rivali? Ma dopo il ballo, dopo la dichiarazione d’amore e la conseguente promessa al balcone di lei, tutto si fa improvvisamente più serio. E come un cambio di pagina, ecco che la tragedia incombe: Romeo non indossa più i jeans, Giulietta non ascolta più musica rock mentre si veste. D’improvviso, anche i dialoghi, che in una prima parte hanno ricalcato i ritmi della commedia e della realtà dei giorni nostri, tornano seri. Torna il linguaggio di Shakespeare. Aulico, potente. La forza della parola che da’ vita all’immagine.
E, preceduta da questo improvviso cambio di vesti e di suoni, anche la storia volge al suo peggio: l’uccisione di Mercuzio, la vendetta di Romeo su Tebaldo, la cacciata di Romea da Verona, l’imminente matrimonio di Giulietta con Paride, il feroce scontro di Giulietta con il padre. Sono finiti i giochi di ragazzi, i teneri incontri, le parole sussurrate, le promesse fatte alla luna capricciosa. L’entrata nella vita adulta si compie, per i due giovani innamorati, già il mattino dopo la loro prima e unica notte d’amore. E potente è il richiamo a quel talamo bianco che presto, come sudario, avvolgerà Giulietta. La tragedia è lì, insomma, e non si fugge. La conclusione, inevitabilmente amara, anche.
Gigi Proietti si rivela un regista abile e appassionato e anche, per certi versi innovatore. Il cast è di certo all’altezza delle aspettative, per quanto le interpretazioni di alcuni personaggi secondari – a mio avviso – abbiano altamente superato quelle dei due protagonisti (se anche, va detto, godibilissime), Mimosa Campironi nella parte di Giulietta e Matteo Vignati in quella di Romeo. Mi riferisco, in modo particolare, alla davvero straordinaria resa scenica di Alessandro Averone che ha dato vita ad un Mercuzio particolarmente convincente, in continua oscillazione tra disperazione e goliardia.
Ma degne di nota sono state, anche, le interpretazioni di Francesca Ciocchetti, nel ruolo della Balia, di Martino Duane (Capuleti) e, soprattutto, di Gianluigi Fogacci  nei panni di un irresistibile Frate Lorenzo.
Insomma, Romeo e Giulietta al Globe Theatre va assolutamente visto. Ritagliatevi una serata diversa, in un teatro suggestivo, all’interno di uno degli spazi più belli di Roma, Villa Borghese. E’ Romeo e Giulietta e per quanto alcuni di voi abbiano già visto o già letto questa storia, vi assicuro che non ne avrete mai abbastanza.
Chiara Amati

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