Red Hot Chili Peppers, lo strabiliante live a Torino

Dopo 4 anni di assenza il gruppo californiano torna in Italia per tre strepitose notti. Noi vi proponiamo il racconto della prima data di Torino del 10 Ottobre.

I Red Hot Chili Peppers al Pala Alpitur di Torino il 10 Ottobre. (c) culturamente.it

Il 2016 ha segnato il ritorno di una delle band più amate di sempre, i Red Hot Chili Peppers. Dopo aver rilasciato il loro undicesimo album studio “The Getaway, in cui il già noto funky si fonde ad una sperimentazione psychedelic-pop, i quattro hanno dato inizio al tour mondiale che nel mese di ottobre ha toccato anche la nostra penisola per ben 3 appuntamenti, il primo a Bologna e i successivi due a Torino, andati tutti sold out in pochi minuti.

Già nella prima mattinata iniziano ad affluire numerosi i fans, in modo da accaparrarsi i primi posti davanti al palco. A premiarli sarà anche il cielo della fredda Torino che regalerà un tiepido sole ai giovani in coda. Cancelli aperti alle 18:30, il Pala Alpitour inizia a riempirsi nel giro di pochi minuti e l’entusiasmo non fa che crescere tra la folla. Ad aprire le danze è il gruppo tecno-pop francese La Femme che delizia il pubblico con la sua musica dai toni sfumati e misteriosi, inusuali agli ascoltatori italiani, non abituati alla sperimentazione “sinonimo per francese”, ma comunque di grande impatto scenico. Tra le canzoni spicca la famosa Sur La Planche 2013.
Scaletta del concerto. Credit: Red Hot Chili Peppers.

Concluso l’opening il pubblico inizia già a rumoreggiare nel vedere gli strumenti dei propri beniamini portati sul palco dai tecnici. Non passerà molto per l’inizio dello show. Ed è così che le luci si spengono e accompagnati dall’evocativo suono della tromba, suonata nel dietro le quinte dal bassista Flea, salgono sul palco i Red Hot Chili Peppers, immersi nel boato assordante dei circa quindicimila del Pala Alpitur. Dopo la consueta intro iniziale, in cui Chad Smith, Flea e Josh Klinghoffer danno prova del loro straordinario talento, prende posto anche il frontman Anthony Kiedis e si inizia con “Around The World”, seguita da “Otherside” e “Snow”. La scelta della scaletta non può che soddisfare i fans grazie alla proposta di brani vecchi e nuovi, alcuni anche assenti dalle scene da diversi anni, accompagnati dai grandi classici come “Under the Bridge” e “Californication”.

A rendere il concerto ancora più spettacolare è la scenografia, composta da una coreografia di luci e lanterne al led di ogni colore che fluttuando a tempo di musica sulle teste di artisti e spettatori rendono il tutto magico. Tra le nuove hit tratte dall’ultimo lavoro della band troviamo “The Longest Wave” e il capolavoro “Goodbye Angels”. La serata procede in allegria ed entusiasmo confermando la fama di grandi artisti live che i quattro si sono costruiti nel tempo. A spiccare (come al solito) è Flea, il cui carisma, estro e ineguagliabile qualità tecnica lo rendono uno degli artisti più amati dal pubblico rock. Una delle canzoni che sorprende maggiormente gli spettatori è “Sir Psycho Sexy” datata 1991, considerata una delle perle della loro produzione. Conclusa la scaletta i quattro si ritirano nel backstage prima del gran finale. Dopo pochi minuti, infatti, ritornano sul palco regalando una delle canzoni più emozionanti mai composte “Don’t Forget Me”, cantata unicamente dal pubblico ormai in estasi. A rientrare sul palco è anche Kiedis accompagnato dalla piccola Everly, sua figlia. Insieme a lei canterà “Dreams of a Samurai”.

Un concerto dei Red Hot Chili Peppers non può che finire in un modo, con “Give it Away” ovviamente. E allora è il momento per tutti di concentrare le ultime forze rimaste per saltare e cantare a squarciagola.

Sicuramente l’esibizione di Torino rimarrà nella storia dei concerti della penisola, segnando il grande ritorno di una band che non ha bisogno di presentazioni e che da più di trent’anni regala ad ogni concerto il cuore al suo pubblico.

Gianclaudio Celia
@Gian_Celia 

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