“Madeinterraneo”: la storia, le speranze e le contraddizioni del nostro mare

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In scena al Teatro Studio Uno dal 27 al 30 ottobre “Madeinterraneo” spettacolo di narrazione scritto ed interpretato da Andrea Di Palma, che partendo dalla domanda “cosa ci rende mediterranei?” si interroga sulla storia del nostro mare, da millenni simbolo di storia, filosofia e cultura, oggi crocevia di guerre e migrazioni drammatiche tra intolleranze, orrori, speranze e contraddizioni. 
 
La storia del Mediterraneo è scritta tra le sue onde che raccontano di viaggi millenari e contemporanei, di uomini e animali marini, alla ricerca di nuove terre, nuove certezze e nuova vita: chiunque abbia avuto la necessità, la voglia o la curiosità di cambiare ha dovuto fare i conti col Mediterraneo, per poter e dover cercare qualcosa di nuovo, migliore, diverso, non solo all’arrivo, ma nel viaggio stesso.
Andrea Di Palma, accompagnato dalle musiche di Giacomo Gatto e Francesco Cellitti, con il contributo drammaturgico di Federica Ponza, narra di molteplici tradizioni e storie di questo mare in un unico testo: di Enea e degli scafisti moderni. Di Marco Polo e di tartarughe. Di muri che sorgono e di umanità che si perde, proprio in quel mare dove la civiltà moderna è nata.
Uno spettacolo che vuole interrogare la coscienza partendo da un presupposto fondamentale: le migrazioni moderne, che partono alla volta dell’ Europa che ragiona sul come (e sul se) accogliere i viaggiatori, non dovrebbero stupirci. Perché il Mediterraneo è sempre stato solcato da rotte, che lo hanno reso mare profondamente mutevole nonostante la sua conformazione geografica, mescolando vissuti e prospettive.

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