“La ventiquattrore. Delitto in albergo”, un giallo appassionante

Al suo romanzo d’esordio, Maurizio Castellani ci regala un giallo appassionante e imperdibile, un’investigazione che tiene il lettore attento ad ogni parola.

Un piccolo albergo, un proprietario inesperto e un omicidio dopo soli pochi giorni. Questo è in poche parole ciò che succede nel romanzo “La ventiquattrore. Delitto in albergo” dello scrittore Maurizio Castellani, edito dalla Casa Editrice Kimerik. Un libro che riprende un po’ i canoni classici del genere giallo, fruibile ad un vasto pubblico e per nulla ordinario.
Insomma, mi muore un cliente solo dopo cinque giorni di inizio attività o, come si usa dire in termini politici, nel segno della continuità, dato che al momento ho lasciato tutto com’era…
Così il protagonista Marco Vincenti, ex geometra erede di un piccolo albergo a Casciana Terme, ci introduce nel prologo la vicenda che sta per raccontare. Marco è arrivato al punto di sentirsi talmente annoiato dal suo lavoro che prende al balzo quest’occasione, nonostante sia completamente estraneo alla vita alberghiera. Durante i primi giorni di attività di questa nuova impresa, riceve un uomo di nome Corrado Fantozzi, una persona misteriosa e sfuggente che ha sempre con sé una valigetta ventiquattrore, dalla quale non si divide mai. Questo suo comportamento desta già dei sospetti, incuriosendo Marco sul contenuto della valigetta. Dopo soli cinque giorni, Fantozzi viene trovato morto nella sua camera e la ventiquattrore è inspiegabilmente sparita! Chi l’avrà presa e chi avrà ucciso il signor Fantozzi? E’ così che il nostro protagonista decide, insieme ad una combriccola di amici, di improvvisarsi investigatore, cercando di scoprire la verità.
Grazie alla scrittura davvero scorrevole, “La ventiquattrore. Delitto in Albergo” è un romanzo molto intrigante, che ricorda un po’ i gialli vecchio stampo alla Sherlock Holmes, che fino alla fine trattiene con gli occhi fermi sulle pagine il lettore, che resta in attesa di scoprire la verità su ciò che è successo. Inoltre, numerosi sono i momenti ironici e divertenti, soprattutto quando l’ investigazione si unisce alla cucina mentre Marco e i suoi amici sono intenti a decifrare ogni minimo indizio, un po’ come se fossero tornati ai tempi delle cacce al tesoro da bambini. Con quella stessa spensieratezza e complicità, il gruppo riesce a risolvere il caso, ritrovando, grazie a quest’occasione, il valore perso dell’amicizia e dell’amore reciproco.
Ilaria Scognamiglio

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