La Basilica di San Clemente: un solo luogo che racconta l’intera storia di Roma

Una delle visite più suggestive che si possono fare a Roma è alla Basilica di San Clemente, a poca distanza dal Colosseo.

E’ un luogo dal fascino secolare, ricco di storia e pieno di curiosità e continue scoperte. Per gli amanti della Roma sotterranea è quindi una tappa obbligatoria: i suoi resti infatti si spingono fino a ben 20 metri al di sotto dell’attuale livello stradale. Visitare la Basilica di San Clemente vuol dire intraprendere un vero e proprio viaggio in verticale, per andare alla scoperta della lunga storia della città, osservando il suo continuo evolversi durante il corso dei secoli.

La visita inizia all’interno della Basilica fatta costruire da papa Pasquale II nei primi anni del 1100, dedicandola a San Clemente, quarto papa della storia della chiesa. Clemente visse nel II secolo d.C., ai tempi dell’imperatore Traiano. Fu condannato ai lavori forzati e all’esilio in Crimea dove intraprese una vera e propria attività missionaria tra i soldati ed i compagni di prigionia, fatto che gli costò la vita, subendo un feroce martirio: legato ad un’ancora, fu gettato nelle acque del Mar Nero, dove annegò.

Tra le opere più interessanti che si possono ammirare nella chiesa vi sono quelle più antiche, come i mosaici dell’abside, i due amboni per le letture, il candelabro per il cero pasquale e soprattutto la Schola Cantorum, datata al VI secolo d.C. Questa fu salvata e ricostruita dove oggi la vediamo quando il papa decise di edificare una nuova basilica, nel 1100, al di sopra dell’edificio più antico di IV/V secolo d.C.

Con il passare dei secoli, la basilica continuò ad essere impreziosita: straordinaria è la Cappella di Santa Caterina di Alessandria affrescata da Masolino da Panicale nel 1400 o ancora gli interventi barocchi voluti da papa Clemente XI e realizzati da Carlo Fontana.

 

 

Inizia ora la discesa nei sotterranei e il primo livello visitabile è quello corrispondente alla Basilica di IV secolo d.C. che presenta, lungo le sue pareti, importanti affreschi che risalgono al IX e XI secolo, a testimonianza dell’ultima fase di vita, prima del suo interramento per la costruzione della basilica superiore. Nel nartece è possibile ammirare l’affresco del Giudizio Particolare in cui il Cristo benedicente tra gli Arcangeli Michele e Gabriele, Sant’Andrea e San Clemente, giudica i santi Cirillo e Metodio, coloro che trovarono i resti di Clemente e decisero di portarli a Roma per farli deporre nella chiesa a lui dedicata.

Proseguendo nella visita, tra i molti affreschi presenti uno dei più importanti è quello che narra la storia di Sisinnio, il prefetto di Roma che tentò di catturare Clemente ma che, accecato per punizione, scambiò il papa per una colonna, che fece trasportare ai suoi servi, esortandoli con la colorita espressione “Fili de la pute, traite”, tra le più antiche iscrizioni in lingua italiana!

 

Dalla navata sinistra, in cui si trovano monumenti eretti nel Novecento per San Cirillo – noto anche per aver inventato il celebre alfabeto, detto appunto cirillico – è possibile riprendere la discesa nei livelli inferiori. Si giungerà così all’interno di un mitreo datato alla fine del II secolo d.C. e sorto tra le pareti di un’insula romana più antica, realizzata nella seconda metà del I secolo d.C. Il mitreo sorse al primo piano dell’insula ed era costituito da un piccolo vestibolo con soffitto a stucchi, una grande sala con triclinio, in cui è posto al centro l’altare raffigurante Mitra mentre uccide il toro ed una serie di vani più piccoli di servizio o comunque funzionali alla celebrazione dei vari rituali, propri di questa religione dalle origini orientali, che ebbe però molto seguito anche a Roma e in tutto l’Impero.

 

Il livello più antico visitabile è quello corrispondente al pianterreno dell’insula romana dove è possibile attraversare una serie di sale, tutte più o meno della stessa tipologia, che corrispondono alle antiche botteghe, i vani cioè di uso commerciale.

In realtà, al di sotto di questi pavimenti, gli scavi archeologici hanno messo in luce l’esistenza di un’insula ancora più antica, datata all’inizio del I secolo d.C. e distrutta durante l’incendio del 64 d.C., all’epoca dell’imperatore Nerone. Ma le sorprese non finiscono qui: all’interno di uno dei vani delle botteghe, si trova un canale realizzato nel 1937, in cui scorre dell’acqua, convogliata poi nelle tubature sotterranee fino alla Cloaca Maxima! La visita alla Basilica di San Clemente è realmente una scoperta continua!

Autore: L’Asino d’Oro Associazione Culturale

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