Il salotto degli scrittori al Teatro Trastevere

Quando si presentano quattro autori emergenti.

Nello spazio del Teatro Trastevere di Roma si sono riuniti il 17 marzo quattro autori esordienti ed un poeta. Detta così, potrebbe sembrare l’inizio di una barzelletta d’altri tempi; è però un esperimento unico nel suo genere: un “salotto letterario” per scrittori esordienti. Chiaro, col termine salotto si intende più un’operazione mediatica, componente di un marketing di presentazione di autori ed opere, con lo stile di un talk show pomeridiano. Tuttavia la forma della riunione permette comunque un movimento di idee, favorito dall’atmosfera di una piccola sala, con un ridotto numero di partecipanti.
L’organizzatrice e moderatrice, Eleonora Marsella, si occupa da alcuni anni sul proprio blog –ilblogdieleonoramarsella– di recensioni libresche; è giovane – come d’altronde lo è la nostra intera redazione –  e prende il ruolo di una conduttrice spigliata. Presentiamo allora i partecipanti e i loro libri, per quel che ne sappiamo da quanto raccontato nel corso del pomeriggio. Durante dell’evento, l’attrice Francesca del Vicario ha letto dei frammenti selezionati da ciascuna pubblicazione, orientando così la discussione su punti specifici.
Si sa, è sempre bene mantenere il mistero sul volto degli autori. Riportiamo allora uno scatto del palco prima che prendessero posto.
Il poco più che ventenne Francesco Leo porta con sé un volume fantasy dal titolo Viktor, primo di una trilogia. Sebbene i contenuti non paiano distaccarsi molto dall’archetipo del genere – un prescelto, un male, dei compagni e un viaggio di formazione- la lettura di spezzoni rivela uno stile personale, scorrevole e abbastanza musicale, con l’interessante inserimento di intermezzi poetici nell’ambito di finalità connesse alla trama.
La seconda autrice, Soraya Tiezzi, è timida e giovanissima; porta in grembo un libricino di cui è visibilmente orgogliosa. Il suo è un romanzo storico con il nome di Ermione di Sparta. Per quanto risulta dai brani selezionati per la presentazione, la sfera amorosa e quindi la vena “esotica” di un genere più rosa hanno trovato il modo di fondersi nelle atmosfere mitologiche greche. L’omonima protagonista si inserisce così nell’epica, scavandosi la propria nicchia di storia ed interagendo con gli altri personaggi omerici che siamo abituati a conoscere.
La terza penna, Vittorio Piccirillo, appartiene al numero dei penalizzati della fantascienza, che vedono il proprio testo accorpato al genere fantasy, nell’ottica qualunquista del “tanto è tutta fantasia; draghi, astronavi, che differenza fa?” Il suo romanzo, La Voce della Distruzione, esemplifica in un contesto alieno, quello di una società multiculturale appartenente ad un’altra parte della galassia, un’analisi sulla percezione della diversità e dei suoi fantasmi. I protagonisti, sull’onda tematica di Star Trek, pur essendo specie diverse e lontane da noi, condividono comunque i nostri stessi processi mentali e percettivi. La domanda che il libro pone è: cosa accade nella mente di persone abituate a vedere la diversità in positivo, quando un contatto risveglia la paura del diverso?
@Federica Girardi
L’ultimo libro, La Cartiera (Die Papierfabrik) è firmato dall’autrice italo-svizzera Sina Merino, ospite speciale della serata. Con spirito di reportage e raccolta, il suo volume è un documentario di storia vissuta e irripetibile, sommario delle esperienza d’emigrazione, integrazione, sopravvivenza e amore, trasmesse dalla memoria della zia. Da una domanda sul destino dell’impresa cartiera della parente, l’autrice si fa penna ascoltatrice del passato. Questo lo si raccoglie dalla voce anziana di chi ha lasciato casa per l’Argentina, trovandosi poi nella dittatura, nella scelta sbagliata, e riacquistando infine la libertà nella passione del viaggiare, stavolta non più da immigrata. Come ogni lavoro volto a conservare il ricordo e assorbire nella collettività la storia più recente, La Cartiera saprà insegnare quel che altrimenti poteva andar perso.
A conclusione del salotto, il poeta ermetico Marco Patuzzi si è esibito in una sua performance. Rimandiamo al suo sito: marcopatuzzi.wordpress
Ci teniamo anche a nominare lo spettacolo Diaz – Incubo di una notte di mezza estate, o Radiocronaca di una tortura, presentato dall’attore e regista Emanuele Bilotta. L’intera rappresentazione verterà sulle violenze della notte del G8 di Genova del 2001, seguendo registrazioni e documentazioni reali.

Per maggiori informazioni, rimandiamo alla pagina: facebook.com/incubodiunanottedimezzaestate/

Gabriele Di Donfrancesco
@GabriDDC

Nato a Roma nel 1995 da famiglia italo-guatemalteca, è un cittadino di questo mondo che studia Lingue e Lettere Straniere alla Sapienza. Si è diplomato al liceo classico Aristofane ed ama la cosa pubblica. Vorrebbe aver letto tutto e aspira un giorno ad essere sintetico. Tra le sue passioni troviamo il riciclo, le belle persone, la buona musica, i viaggi low cost, il teatro d'avanguardia e la coerenza.

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