Che fine ha fatto Leonardodicaprio?

Quante volte abbiamo pensato a Leonardo Di Caprio come ad uno degli attori più bravi e camaleontici dei nostri tempi? Quante volte abbiamo pensato, ad ogni appuntamento con gli Oscar, che il premio di miglior attore se lo meritasse lui e nessun altro? Quante volte siamo rimasti delusi per lui, come se fossimo noi ad aver interpretato i ruoli più belli e complessi, senza ottenere la statuetta tanto ambita? 
Lo spettacolo Leonardodicaprio – tutto attaccato, al teatro dell’Orologio di Roma, racchiude tutte queste domande e non solo.

Buio in sala e l’attore Michele Giovanni Cesari, che assomiglia in maniera impressionante a Di Caprio, si immedesima in quello che può essere il sentimento dell’attore che si è visto sfilare di mano più di una volta la statuetta degli Accademy.
Mick è il protagonista di una vita che scorre lenta e in stallo. Da dove può prendere “l’ossigeno” se non dai film che hanno fatto grande Leo? Così il tempo passa come se fosse in un suo film, costringendo anche Anna (interpretata da una meravigliosa Emilia Scarpati Fanetti), la sua fidanzata, a vivere con lui nella finzione.

Un pubblico attento riesce a cogliere ogni riferimento, anche il più piccolo, ai film citati. Ecco che il teatro si mischia perfettamente con il cinema. Le parole dei film come Romeo + Giulietta, Titanic, Inception, The Wolf of Wall Street e molti altri. “Lo spettacolo, il teatro, senza lo spettatore non può esistere”, il significato di questa frase lo possiamo trovare in questo spettacolo, dove gli spettatori facevano quasi parte della commedia, come se non ci fosse un confine tra il palco e la platea, tra gli occhi degli attori e quel del pubblico. Lo sguardo viene ricercato e sfruttato per tenere alta la concentrazione, che non manca mai. Dall’inizio fino alla fine, la platea non è altro che una parte di palco. Questo concetto è così forte, tanto che lo spettacolo, inizia con Mick che è in mezzo al pubblico e ce ne accorgiamo solo una volta che inizia a parlare. Fin a quel momento sembra uno spettatore normalissimo, in smoking.

La scenografia è in costante movimento grazie agli attori che la modificano ad ogni scena. C’è musica, azione, commozione, amore, ansia e divertimento. Un mix di colori che mischiandosi danno forma ad un spettacolo diverso e divertente. Ma la domanda principale, dopo tante riflessioni rimane questa: Ma che fine ha fatto Leonardodicaprio? E’ sì, perché tutti i personaggi che racchiude questo attore, con mille sfaccettature, forse ci fanno pensare che qualche caratteristica ce l’abbiamo anche noi. E’ questo che Mick e i suoi amici ci lasciano. Potremmo essere anche noi Romeo o Dominic (di Inception), tutti ci appartengono involontariamente.
Quando si va al Teatro dell’Orologio si ha la certezza di andare a vedere qualcosa di valido: anche questa volta posso ritenermi soddisfatta per aver assistito ad uno spettacolo di valore.
(Foto di Manuela Giusto)
Elena Lazzari

Dopo aver conseguito il diploma di Psicopedagogico si è iscritta, senza pensarci due volte, alla facoltà di Lettere Moderne di "Roma tre". Da due anni il teatro è la sua seconda casa e oltre che praticarlo, ogni volta che può, è pronta a recensire uno spettacolo, cercando sempre di essere clemente e diplomatica con i suoi "colleghi" attori.

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