La Basilica di San Lorenzo fuori le mura a Roma, un gioiello d’arte antica

All’inizio del tratto extraurbano della via Tiburtina, dove oggi sorge il cimitero monumentale del Verano, si trova una delle basiliche più antiche di Roma fondata, secondo la tradizione, per volere dell’imperatore Costantino sul luogo dove venne sepolto San Lorenzo martire.

La basilica che vediamo oggi, meta anche del famoso pellegrinaggio delle Sette Chiese, è in realtà la sintesi di numerosi rifacimenti architettonici, che si sono protratti nel corso dei secoli. Sembra infatti che nel VI secolo l’antica chiesa venne ampliata per volere di papa Pelagio I, con la creazione di un altro edificio adiacente. Furono aggiunte nuove tombe di santi e piano piano si arrivò alla creazione di una vera cittadella fortificata, per prevenire le invasioni barbariche. Nel XIII secolo la basilica conobbe una nuova fase di interventi ad opera di papa Onorio III, che andò a creare un nuovo edificio adiacente alla chiesa pelagiana, che di fatto divenne la parte presbiteriale della chiesa rinnovata.

Da questo momento i restauri non furono più così sostanziali, ad eccezion fatta per le decorazioni di epoca barocca – oggi non più esistenti – e gli interventi nel XIX secolo realizzati dall’architetto Vespignani. Queste videro la creazione di un vano sotto il coro e l‘ampliamento del piazzale antistante l’edificio. Un evento drammatico colpì poi la basilica: fu infatti bombardata nel 1943 ed i danni furono gravissimi, ma venne subito ricostruita riportando il suo aspetto a quello originario di epoca onoriana!

Ciò che più colpisce, appena varcato il portico della basilica, sono gli affreschi che si estendono su tre lati, andando così ad incorniciare gli ingressi. Risalenti alla seconda metà del XIII secolo, appartengono alla scuola romano-bizantina. Raccontano, tramite una suddivisione in riquadri, la vita di San Lorenzo, quella di Santo Stefano e due episodi in cui i protagonisti sono l’imperatore Enrico II e papa Alessandro. Guardandoli, ci si rende subito conto di quanto fosse vera in passato l’affermazione che le chiese erano dei veri e propri libri ad immagini, accessibili a tutti, anche al popolino che non sapeva né leggere e né scrivere!

Una volta all’interno, si respira un’aria solenne ma sobria, dovuta al fatto che i restauri dell’Ottocento e del Novecento, riportarono la chiesa allo stile che doveva avere nel Medioevo.

Subito lo sguardo corre lungo le tre navate suddivise da maestose colonne e giunge fino all’alto presbiterio – che altro non è che parte della precedente chiesa pelagiana – con la cripta sottostante, dove si trovano le reliquie dei santi. All’interno della chiesa è possibile rileggere tutte le sue fasi, grazie alle numerose decorazioni: quelle marmoree di epoca romana reimpiegate in più parti dell’edificio; gli splendidi mosaici del VI secolo sull’arco trionfale; gli affreschi del XIII secolo su una parete di una navata laterale; o ancora i sarcofagi di personaggi illustri qui sepolti come lo stesso papa Pio IX.

 

Una particolare menzione merita poi il chiostro che si apre al lato della chiesa e si presenta come un piccolo e intimo gioiello architettonico del XII secolo e vanta un primato! E’ l’unico chiostro rimasto tra quelli medievali ad essere stato progettato sin dall’inizio su due livelli.

Sia dal chiostro che dalla chiesa è possibile raggiungere – sebbene al momento non accessibili al pubblico – le catacombe sotterranee che si espandono su ben cinque livelli. Purtroppo non si conservano in ottimo stato a causa delle depredazioni subite nel corso degli anni; e soprattutto perché, proprio al di sopra, insiste parte del cimitero del Verano. I cunicoli funebri vennero creati a loro volta accanto ad un colombario romano di epoca repubblicana che testimonia, ancora una volta, come questa zona di Roma fu da sempre luogo dedicato ai morti e alle sepolture, in una continuità di destinazione d’uso che giunge sino ai nostri giorni!

Autore: L’Asino d’Oro Associazione Culturale

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