Aventino: il colle di Roma tra leggenda e realtà

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Un itinerario ricco di fascino e storia è quello che ci conduce su uno dei mitici sette colli, protagonista della stessa fondazione di Roma: l’Aventino.

Leggenda vuole che questo fosse il luogo scelto da Remo per edificare una nuova gloriosa città, in contrapposizione al Palatino, scelto invece dal gemello Romolo, che fu però il vincitore della gara di avvistamento degli uccelli e di fatto il fondatore di Roma. Remo venne ucciso e il suo colle rimase per alcuni secoli un luogo periferico. Il suo essere così in origine decentrato, così verdeggiante e ben arroccato, è ciò che di fatto lo rese in principio un rifugio sicuro scelto dai plebei durante la lotta contro i patrizi. Questi ultimi poi lo scelsero come luogo ideale per edificare le loro ville di lusso, accanto ad alcuni importanti templi che qui già sorgevano. Tra gli illustri abitanti del colle, figura lo stesso Traiano prima di diventare imperatore!

Passarono i secoli e il colle subì inevitabili trasformazioni: i templi e le domus romane lasciarono il posto a chiese cristiane, fortezze medievali e cimiteri ebraici, fino alla costruzione di nuovi edifici e giardini tra fine Ottocento ed inizi Novecento. 

Il carattere aristocratico e naturalistico del colle è però rimasto intatto con il passare degli anni.

Ancora oggi infatti, passeggiando in ogni stagione tra le vie dell’Aventino, è possibile sentire quella tranquillità che solo un luogo pieno di fascino e memoria come il nostro colle è in grado di regalare. Ma cosa possiamo visitare?

Sulla sua sommità, si trova piazza dei Cavalieri di Malta, sede del Gran Priorato dei Cavalieri di Malta. L’intera area, magistralmente decorata da obelischi e trionfi militari, fu progettata da Giovanni Battista Piranesi nel 1765.

 

Lo stesso architetto fu incaricato dall’Ordine di restaurare l’intera tenuta – appartenuta un tempo ai Templari – sagomando parte del colle a forma di un gigantesco vascello che, secondo la leggenda, sarebbe pronto a salpare, nel giorno stabilito, verso la Terra Santa. La Villa del Priorato di Malta inoltre è ben famosa ormai per il suo celebre portone: scrutando dal buco della serratura infatti, è possibile ammirare il Cupolone di San Pietro, in un eccezionale gioco prospettico!

Nelle vicinanze della piazza, si possono raggiungere, tutte a breve distanza, ben cinque antiche basiliche cristiane: Santa Balbina, Sant’Anselmo, Santa Prisca – che cela nei suoi sotterranei resti di un antico mitreo romano – Santi Alessio e Bonifacio e Santa SabinaQuest’ultima è forse la più suggestiva: per la sua lunga storia, per la bellezza architettonica e per le opere conservate al suo interno, come le maestose colonne in marmo bianco recuperate dall’antico Tempio di Giunone.

Non mancano però le curiosità.

E’ qui che si trova anche la cosiddetta Pietra del Diavolo: una pietra di basalto nero, rotonda e liscia, posta sopra una graziosa colonnina. Secondo la tradizione sarebbe stata scagliata contro San Domenico in preghiera dal Demonio in persona! Per fortuna la pietra cambiò miracolosamente tragitto, risparmiando il santo e finendo su una lastra che copriva alcune ossa di martiri!

 

San Domenico è in realtà protagonista anche di altri racconti.

Il santo infatti risiedette per un periodo proprio nel convento adiacente alla chiesa, dove ancora oggi è conservata la sua cella, trasformata poi in piccola cappella. E nel giardino, si innalza ancora oggi  un albero di arance amare – o il suo innesto – sotto cui era solito riposare e predicare. Questo spiega perché il vicino Giardino degli Aranci, di recente costruzione, sia un omaggio proprio a questo albero. Da qui si gode di una delle viste più emozionanti sulla città. Ma non solo! Il piccolo parco venne ricavato all’interno di quella che nel Medioevo era la poderosa fortezza della famiglia Frangipane, di cui oggi resta visibile purtroppo solo parte dei muri di cinta.

 

Scendendo a valle, si incontra un altro giardino, aperto però solo in Primavera: è il famoso Roseto Comunale, realizzato nel 1950 per volere del Comune di Roma sul luogo in cui, tra 1645 e 1895, si trovava un antico cimitero ebraico. Questo spiega perché i vialetti che percorrono la parte alta del roseto diano forma ad una gigantesca Menorah e perché ai due ingressi si trova una stele con le Tavole della Legge di Mosè!

 

 

Questo colle ha davvero tutte le caratteristiche per regalare a chi vorrà esplorarlo tutto il gusto della millenaria storia romana, in un fascino senza tempo!

Autore: L’Asino d’Oro Associazione Culturale

2 Commenti

  1. in merito al bellissimo servizio sull’Aventino ho il piacere di aggiungere, dopo averlo visitato con una guida, una chicca che non dimenticherò mai e cioe: nel momento in cui stiamo osservando il Cupolone dal buco della serratura i nostri occhi si trovano in presenza di tre Stati: ITALIANO,MALTA E VATICANO!!!!!!!

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