12 Gennaio 1965: addio Lorraine Hansberry, la prima afro-americana a Broadway

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Nella sua opera teatrale, ritratto di una famiglia tormentata di Chicago, Lorraine Hansberry ha anticipato questioni che vanno dagli scontri generazionali ai diritti civili e ai movimenti delle donne. Una grande donna se ne andava il 12 gennaio 1963.

Lorraine Hansberry nacque il 19 maggio 1930 in una famiglia afro-americana di attivisti di classe media. Suo nonno fu uno schiavo e suo zio un eminente professore afroamericano, quindi Hansberry crebbe con una grande consapevolezza riguardo la storia come afro-americana e la lotta per i diritti civili, ancora in corso in quegli anni.

Quando lei aveva 8 anni, la sua famiglia tentò di trasferirsi in un quartiere destinato ai bianchi, i proprietari delle cui case firmavano di norma un patto restrittivo per escludere le famiglie nere dalla comunità. La popolazione nera però aumentava sempre più e, data la richiesta e le poche case disponibili, i prezzi salirono alle stelle. La parte di Chicago destinata ai neri era il ghetto noto come la “cintura nera” nel South Side della città. Le condizioni delle case erano pessime nonostante il prezzo molto alto rispetto alle case nei quartieri bianchi.

Carl Hansberry, il padre di Lorraine, acquistò segretamente una proprietà in un quartiere “bianco” ma, appena trasferitosi con la famiglia, fu minacciato da una folla bianca, che lanciò un mattone attraverso una finestra, mancando di poco Lorraine. Carl si appellò così alla Corte Suprema dell’Illinois, che però confermò la legalità del patto restrittivo e costrinse la famiglia a lasciare la casa.

La Corte Suprema degli Stati Uniti, tuttavia, annullò questa decisione grazie ad un tecnicismo legale. Il risultato è stato l’apertura di 30 isolati di South Side Chicago agli afroamericani. Anche se il caso non sostenne che le alleanze restrittive razziali in generale fossero illegali, ha segnato l’inizio della loro fine.

Lorraine Hansberry

Le opere di Lorraine Hansberry riflettono la sua autobiografia. Dopo aver lasciato l’Università del Wisconsin, si trasferì a New York nel 1950 per iniziare la sua carriera di scrittrice. Ha scritto per Freedom, una pubblicazione progressista, che l’ha messa in contatto con altri mentori letterari e politici come W.E.B. DuBois.

Durante una protesta contro la discriminazione razziale alla New York University, ha incontrato Robert Nemiroff, uno scrittore ebreo che condivideva con lei le sue opinioni politiche. Si sono sposati il ​​20 giugno 1953 a Chicago.

L’opera teatrale A Raisin in the Sun fu presentata per la prima volta nel 1959, rendendola la prima drammaturga afro-americana ad arrivare a Broadway. Hansberry morì di cancro al pancreas a 34 anni, nel 1965.

L’approdo a Broadway con A Raisin in the Sun

A Raisin in the Sun è un’opera teatrale che prende in esame gli effetti del pregiudizio razziale sulla realizzazione dei sogni di una famiglia afroamericana. Lo spettacolo è incentrato sulla famiglia Younger, appartenente alla classe operaia che vive a Chicago intorno agli anni Cinquanta del Novecento.

Alla morte del capo famiglia, Big Walter, che accade prima degli eventi narrati, la famiglia eredita un’assicurazione sulla vita di 10.000 dollari. La famiglia attende con impazienza l’arrivo dell’assegno, che ha potrebbe potenzialmente realizzare i sogni a lungo rimandati di tutti i membri. Tuttavia, ognuno di loro ha diverse idee sul migliore utilizzo possibile del denaro, mettendoli l’uno contro l’altro.

Lena, chiamata anche Mama, la vedova e la proprietaria del denaro, non sa cosa farsene, mentre i figli Walter e Beneatha non hanno dubbi: lui vuole investirli, così come fanno gli uomini bianchi per cui lavora, lei vuole usarli per finanziarsi gli studi e diventare medico. C’è poi anche la moglie di Walter, Ruth, che da sempre sogna di avere una bella casa per la sua famiglia…

A Raisin in the Sun racchiude tantissimi temi, alcuni di questi controversi per l’epoca: si parla di aborto, di segregazione razziale, di femminismo e di orgoglio per le proprie origini.


È un testo per tutti, a prescindere dall’etnia, condizione sociale o genere. Te la consigliamo caldamente!

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Veronica Bartucca

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