Il 7 marzo 1785 nasceva Alessandro Manzoni: 6 minuti su di lui

Oltre “I promessi sposi” c’è di più

Quello che ho sempre pensato, a sentir dire Alessandro Manzoni, è sempre stato: Promessi Sposi; capolavoro della letteratura italiana, ovviamente, ma oltre a quello c’è di più: e oggi voglio darvene un assaggio.

Nato a Milano nel 1785, Manzoni è prima un bambino abbandonato dalla madre e cresciuto al rigore religioso di un collegio cattolico, poi un ragazzo vitale, con in odio il cristianesimo e pieno di idee libertarie. Trascorre una giovinezza gaudente, non tralasciando mai anche il lavoro intellettuale, scrivendo molte opere concordi al gusto classicista dell’epoca.

Nel 1805, dopo la scomparsa di Carlo Imbonati, il compagno di quella madre che l’aveva abbandonato, decide di raggiungerla a Parigi. Il ritrovato e intenso rapporto con la madre e il contatto con il gruppo illuminista degli “ideologi”, segnano una svolta e una crescita importante nel Manzoni. Senza contare che l’incontro con la dottrina giansenista incise sulla sua, ormai prossima, riconversione. Il ragazzo è ormai un uomo tormentato dalle crisi nervose che trova riparo nella compagna, Enrichetta Blondel, e- sorpresa- nel cristianesimo. Torna a Milano, dopo aver soggiornato a Parigi, che è un’altra persona: profondamente cattolico, non già classicista ma romantico, sempre più schivo e geloso della sua vita che conduce sempre più lontano dai riflettori, tra la sua casa milanese e la villa di Brusuglio. Manzoni fu però un osservatore solitario: seguì il movimento romantico senza attivamente parteciparvi, così come fu di sinceri sentimenti patriottici senza che questi sfociassero in una partecipazione attiva.

In rapidi anni di fermento creativo, scrisse gli inni sacri e le odi civili, sino allo scoccare del 1827: la pubblicazione del romanzo dei promessi sposi segna la fine del periodo fertile. Manzoni rifiuta ora sia il romanzo storico sia la poesia che considera falsità contro al vero storico e morale. Si dedica a studi filosofici, storici e linguistici. Nel 1840, viene pubblicata la terza redazione del romanzo a cui l’autore ha continuato a lavorare per sole finalità linguistiche.

Nonostante questa sua indole da orso, l’ammirazione che si provava per lui crebbe sino a diventare un’esplicita venerazione unanime della borghesia italiana: egli fu per loro guida intellettuale, morale, politica, nonostante non fosse mai intervenuto sul campo.

Morì a ottantotto anni: fu celebrato con grandi onori, alla presenza del principe Umberto.

Opere e Pensiero

Durante la giovinezza, Manzoni compone opere di gusto classicista: nel 1805, viene pubblicato il celebre ” Carme in morte di Carlo Imbonati “ . Il ragazzo immagina l’uomo venirgli in sonno, secondo un modulo caro all’età classica, a dispensargli consigli di vita. Si delinea qui, per la prima volta, un’importante pietra miliare per il Manzoni adulto: il mito del giusto solitario che si ritrae davanti alla contemporaneità, rifugiandosi nelle lettere. Ben presto però una lettera che l’autore scrive a Fauriel cambia il corso delle cose: nelle righe, Manzoni preannuncia che la sua scrittura potrà solo peggiorare perchè non è più interessato a ciò che scrive. C’è bisogno che qualcosa cambi e, per tre anni, la penna rimane inusata.

l’utile per iscopo, il vero per soggetto e l’interessante per mezzo

ossia la nuova letteratura secondo Manzoni. Abbandonate definitivamente le tendenze classiche, spinto dal cristianesimo a guardare la realtà per come realmente è, cioè un regno del peccato dove noi poveri uomini siamo destinati a corromperci, vuole che la letteratura parli di questo, di cose vere, e lo faccia educando, essendo utile. Ovviamente per arrivare e più persone possibile, deve essere interessante.

Chiarita questa pietra miliare del suo pensiero, vi riassumo brevemente alcune altre sue opere, già citate: gli inni sacri– e come poteva essere altrimenti?- gli inni civili ( e il suo impegno civile è tutto qui), le tragedie e solo poi il grande romanzo storico, l’opera di una vita, i promessi sposi. Ne parliamo insieme nel video.

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