“Eclissi: il podcast di Pietro Turano”. Storie di riscatto sociale della comunità LGBTQ*

podcast eclissi

Dal 19 novembre disponibile su tutte le piattaforme

“Eclissi” è un podcast di sei episodi a cura di Maddalena Rinaldo, scritto da Pietro Turano insieme a Dante Antonelli e prodotto da Cross Production.

Con cadenza settimanale, racconta storie di riscatto sociale appartenenti alla comunità LGBTQ+. Queste storie vedono come cornice musicale quelle originali di Umberto Gaudino che introducono e accompagnano l’ascoltatore nei 45 minuti circa di ogni episodio suscitando empatia e a tratti commozione. Perlomeno con me è successo così.

Recita la sinossi ufficiale: “Queste sono le storie delle invisibili e degli invisibili coperti da un’eclissi, ma soprattutto del loro riscatto: di chi, con le proprie forze o chiedendo aiuto, è uscito dal cono d’ombra e ha trovato la forza e lo spazio per tornare a brillare. Perché l’eclissi può toglierti la luce, sì. Ma è un fenomeno temporaneo, passerà”.

Un podcast di vite ricche di cicli di luci e di ombre, proprio come l’eclissi, un fenomeno temporaneo che poi passa. Perché passa sempre. Tutto. Questa l’unica consapevolezza. 

Pietro Turano, 25 anni conosciuto sulle piattaforme streaming come Filippo, fratello di Eleonora in Skam ( serie tv di mamma Netflix prodotta sempre da Cross Productions) ma anche portavoce di GayCenter, scrive questo podcast mettendo a disposizione la sua esperienza attoriale e di grande attivista della comunità LGBTQ+.

Sei storie legate da un fil rouge, il passaggio dall’ombra alla luce.

Orfeo, Luce, Fabiano, Riccardo, Emma, Gioia questi i nomi di sei persone con storie completamente diverse tra loro che “gravitano” – parola non causale – all’interno del podcast, ma tutte accomunate dallo stesso percorso di riscatto.

Storie raccontate anche dalla voce dei protagonisti che possono, finalmente, auto rappresentarsi con l’orgoglio di chi finalmente è riuscito ad essere se stesso e ad affermarsi nella società.

1° episodio “Orfeo”

Orfeo, 72 anni , pugliese di nascita ma romano di adozione da soli 6 anni, momento in cui deciderà di fare coming out da omosessuale e di iniziare così una nuova vita.

Una storia ambientata in un paesino della provincia di Bari. Una vita vissuta con il “passaporto da eterosessuale” come lui narra. Una moglie e dei figli che ama e la fatica di abbandonare quella confort zone.

Nessuna scoperta tardiva ma solo tanta consapevolezza senza concedersi la possibilità di esplorarsi fin in fondo. Perché si sa, quel passaporto a volte, purtroppo, conviene mostrarlo sempre, soprattuto se vivi in un paesino di provincia del Sud Italia.

Il protagonista interviene con aneddoti di vita privata riguardanti non solo la sua famiglia ma anche le sue tardive esperienze omosessuali.

Gli capiterà anche qualcosa che finalmente gli sconvolgerà la vita tanto da decidere di non vivere più in ombra e di ricercare quella luce che ha sempre inseguito negli anni.

Una storia in cui si intreccia tanta sofferenza ma anche tanto amore.

Orfeo nel rivelarsi ai microfoni di “Eclissi” trasmette tutto il suo coraggio nella ricerca della sua vera identità e del suo orientamento sessuale. Anni in cui, come lui stesso dice, ci si abitua all’infelicità.

Ma è davvero così?!

2° episodio “Luce”

Luce è una donna trans con un passato molto sofferto fatto di bullismo, violenza psicologica, misoginia, ricoveri ospedalieri ma anche di tentativi di ricostruire una vita giorno dopo giorno, di coraggio, di forza e di volontà.

Una storia di rinascita e di riscatto dopo anni in cui ha dovuto affermarsi come donna trans e come artista lottando contro un mondo che non ne ha quasi mai riconosciuto la sua identità.

Come il giorno della registrazione dell’episodio in cui i controllori della fermata della metro volevano portarla in questura perché il nome sul suo Green Pass non corrispondeva alla sua identità.

Le sue due lauree e i tre libri scritti non eliminano lo stigma della donna trans e lo racconta citando episodi di vita quotidiana nei quali deve sempre scontrarsi portando dietro il peso di un’identità ancora non riconosciuta in una società che altro non fa che saltare da uno stereotipo ad un altro.

Luce racconta il suo bisogno di una vera rivoluzione identitaria, di conferma di diritti e di uguaglianza non ancora ottenuta di cui ne abbiamo già parlato in un articolo proprio qui.

Un podcast che diventa occasione imperdibile di confronto e di riflessione e che restituisce all’ascoltatore quantomeno l’obbligo di porsi delle domande sull’intolleranza e sull’uguaglianza di genere.

3° episodio “Fabiano”

Fabiano è in seminario. Ed è proprio qui che conosce e sperimenta l’amore per la sua prima volta. L’amore verso Lorenzo.

Un amore nascosto, proibito, un amore che tra quelle mura è peccato, un amore che non può essere amore e per questo sei controllato e perseguitato dal rettore del seminario, un amore che non ti rende libero. 

Fabiano prova amore. Non solo per Lorenzo ma anche per chi ti condanna, un amore verso Dio che però non ti rende completo, un amore alimentato da profonda fede cattolica che entra in contrasto con il tuo orientamento sessuale.

Una storia lunga sofferta e travagliata, che ti spacca a metà e ti fa perdere l’orientamento, la bussola.

Fabiano racconta il suo passato coinvolto ancora da quei sentimenti facendo arrivare all’ascoltatore la delusione e la rabbia di quegli anni.

4° episodio “Riccardo”

“L’episodio che ha richiesto più lavoro e l’unico in cui sentirete due voci, quella di Riccardo e quella di sua mamma.”

Esordisce così Pietro in un suo post su Instagram nel presentare il quarto episodio di “Eclissi”.

Quaranta minuti intensi pieni di incomprensioni, di silenzi, di separazioni, di perdite ma anche di riavvicinamenti, di confronti e di tanto, tanto amore.

Riccardo, un ragazzo trans no binary (si identifica così), uno dei primi ospiti di RefugeLGBT di Roma, si racconta a Pietro con una naturalezza disarmante quasi a non voler far arrivare all’ascoltatore tutto il dolore della sua vita. O almeno così è stato per me. Riccardo ci parla del suo passato: dalla separazione dei suoi, alla depressione, alla rinuncia agli studi e alla fuga da quella casa in cui faticava a rivelarsi. Un padre quasi inesistente, una madre premurosa e una sorella un po’ in ombra. 

Una famiglia all’apparenza composta da tante singole parti che faticano a connettersi tra loro. Diventa così fondamentale in questo racconto, la narrazione della madre che ci restituisce, oltre la tanta sofferenza per una separazione (che all’inizio pareva esser consensuale), la sua costante presenza e vicinanza a Riccardo e la perseveranza in questo amore.

Un amore, che nonostante tutto, vedrà un punto di rottura quasi inevitabile.

La storia di Riccardo è una storia in tunnel buio, molto buio, ma è anche la storia di tanti ragazzi e ragazze che temono nell’attraversarlo. Una storia però che ci testimonia quanto sia bello trovare la luce e poterla raggiungere.

4° episodio “Emma”

Una storia del tutto diversa dalle altre.

Emma, queer, disabile, autistica e pansessuale. Finalmente un modo per qualificarsi ed esistere dopo anni di bullismo, di incomprensioni e di tanta sofferenza.

Il racconto si apre con la narrazione di una rotula che fuoriesce dal suo posto in una mattina qualunque.

E da lì che parte il suo calvario:la fisioterapia, la stanchezza, la poca voglia di fare, il sentirsi addossare costantemente la colpa di qualcosa che ancora non aveva nome e diagnosi.

La sua liberazione e la sua rinascita sono avvenute con la diagnosi della sindrome di Asperger e di una malattia rara genertica che la vedrà vivere su una sedia a rotelle.

Una storia che ci aiuta a riflettere sul significato di intersezionalità e sul potere delle etichette.

Emma, la protagonista, ci suggerisce di approfondire queste tematiche e ci spinge a guardare al di là delle nostre confort zone, delle nostre condizioni e dei nostri infondati pregiudizi.

5° episodio “Gioia”

Il Podcast di Pietro Turano, definito dall’artista Paolo Armelli come “un esempio illuminante di narrazione inclusiva” giunge al termine.

Esce di scena (o dagli airpods?!) la vigilia di Natale parlandoci di Gioia e del valore della famiglia. Non una data a caso per chi ci crede.

Gioia, pioniera delle unioni civili è una donna romana che si racconta nella sua totale naturalezza parlandoci dell’importanza della legittimazione, verso sè stessi o da parte degli altri, come propedeutica alla libertà.

Una vita con il “passaporto dell’eterosessualità” fino a unirsi civilmente con una donna.

Una storia che ci parla del riconoscimento sociale, dell’importanza del ruolo ricoperto dalla famiglia nel suo percorso. 

A volte la vita ti fa tornare indietro, torna a farti fare i conti con l’eclissi che hai già vissuto ma a tutto c’è un perché e Gioia lo spiega bene.

Francesca Sorge

Educatrice, 37 anni, pugliese di nascita ma milanese di adozione. Appassionata di musica, fotografia e lettura.

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