Arcane – League of Legends: Questo è solo l’inizio…

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Il 20 novembre si è conclusa la prima stagione di Arcane, la prima serie animata di Riot Games e Fortiche Production per Netflix, ambientata nel fantastico universo di League of Legends (che da qui in avanti chiamerò: LoL). Un evento attesissimo per gli appassionati del famoso MOBA free-to-play che, dal suo avvento nel 2009, ha avuto un impatto devastante sul mondo videoludico e non solo. Con oltre 150 personaggi giocabili, resi unici da un character design invidiabile, LoL vanta negli ultimi due anni 125 milioni di utenti attivi ed è divenuto, in breve tempo, il vero motore del successo e dell’imposizione degli ESports nella società contemporanea. Vi basti pensare che i campionati pro più attesi tengono incollati oltre 100 milioni di spettatori, per un giro monetario da capogiro, con i più grandi marchi che sgomitano per avere un inserto pubblicitario.

League of Legends alla conquista il mondo

Prima di accingermi a parlarvi di Arcane, devo però fare una doverosa premessa, a mio avviso fondamentale, per capire quanto il mondo videoludico stia stretto a LoL. Partendo da partnership con Marvel Comics per il lancio di fumetti dedicati (sono già disponibili anche in Italia i numeri sull’arciere Ashe ed il maestro delle ombre Zed), Riot Games si appresta a entrare sempre più prepotentemente nelle case di tutti, appassionati e non, con prodotti di altissima qualità.

Nonostante i successi della modalità competitiva MOBA di LoL, la società losangelina ha deciso di diversificare ulteriormente ed espandere l’universo di eroi e delle loro storie, andando a conquistare quei videogiocatori meno avvezzi al genere. Ecco dunque che nel 2020 nascono: Teamfight Tactics (comunemente chiamato TFT), Legends of Runterra (gioco di carte, nato per interrompere l’egemonia di Heartstone di casa Blizzard), League of Legends Wild Rift (per dispositivi mobili, vincitore del Mobile Game of the Year soltanto pochi giorni fa) e Valorant (sparatutto in prima persona 5v5, anche questa volta in risposta a Overwatch, sempre di Blizzard). Nonostante il ravvicinato rilascio dei titoli sopracitati, a breve verranno rilasciati anche un picchiaduro (Project L) e, nel 2022, i conflitti di Runterra sbarcheranno finalmente anche su console.

Tuttavia, avendo il desiderio di arrivare a un pubblico diverso ed eterogeneo, Riot Games non ha pensato soltanto ai videogiocatori e si è dunque mossa su diversi media. Da sempre legati al mondo musicale, con pazzesche theme song per singoli eventi e vere e proprie hit per il lancio di nuovi champion (vedi per esempio “Get Jinxed“, presente anche nella serie come easter egg nel quarto episodio, canzone creata appositamente per l’avvento di Jinx come personaggio giocabile nel lontano 2013), Riot Games ha lanciato ben 3 gruppi musicali virtuali, utilizzando i volti dei loro campioni (personaggi giocabili) che macinano milioni di visualizzazioni e riproduzioni sulle principali piattaforme. Per darvi un’idea, i videoclip del gruppo K-Pop K/DA superano abbondantemente le 400 milioni di views su YouTube.

Che l’Era Hextech abbia inizio

Sulle rive del fiume Pilt sorge la cosiddetta “Città Progesso” di Piltvoer, governata da un Consiglio composto dai più grandi esponenti commerciali e intellettuali del borgo. Vivendo nell’agiatezza, il benestante centro culturale commette però l’errore di non curarsi del limitrofo distretto urbano di Zaun, la cui popolazione è abbandonata a se stessa. Le passate rivolte dei più poveri hanno portato alla repressione armata e alla morte dei genitori delle due protagoniste Violet e Powder che, rimaste orfane, verranno cresciute da Vander: ex gangster, ora locandiere e custode silenzioso della pace con Piltover.

Purtroppo, il malcontento nel sottosuolo è crescente e sempre più persone si rivolgono al machiavellico Silco, intento a creare un siero (lo Shimmer) per potenziare i suoi tirapiedi per attaccare il Consiglio e la milizia di Piltover. La situazione però degenera a causa delle due ragazze che, durante una delle loro scorribande, fanno letteralmente esplodere la casa dell’accademico Jayce, brillante studente desideroso di controllare il potere della magia attraverso la scienza.

Le maldestre azioni di Powder, costringeranno il ragazzo prodigio di Piltover a rendere pubbliche le sue ricerche, dando il via ad una serie di eventi che spalancheranno le porte a un futuro potenzialmente radioso ma estremamente pericoloso, dove la sete di potere non risparmierà nessuno. Nel sottosuolo invece, la milizia armata è alla ricerca dei colpevoli del furto e il rapporto tra Vi e Powder è destinato a cambiare per sempre.

Da piccola, io e mia sorella facevamo un gioco: fingevo di cacciare i mostri. Le dicevo che finché ci fossi stata io, i mostri non l’avrebbero presa.. poi è arrivato un mostro vero.”

Un entry level perfetto

Il successo della serie, che attualmente vanta uno score del 100% su Rotten Tomatoes con un gradimento del pubblico del 98%, rende l’idea di come non sia importante avere un’infarinatura di LoL. Anche se non avete mai sentito nominare League of Legends, anche se non siete videogiocatori, non è un problema. Il prodotto seriale è assolutamente fruibile da chiunque e ha la capacità di stregare un pubblico eterogeneo, grazie a uno stile di animazione personale e a una caratterizzazione dei personaggi perfetta. La storia della separazione di Violet e Powder e dei momenti che segneranno indelebilmente le loro vite, nonché le lotte per il potere tra le classi della società di Piltover e Zaun, rendono Arcane un prodotto universale.

La prima “League of Legends Story” riesce ad unire brillantemente drammi famigliari, elaborazioni del lutto e i traumi dell’abbandono, soprattutto attraverso la trasformazione di Jinx che mai, da appassionato del videogioco, avrei immaginato venisse realizzata in maniera così stratificata. Nata nel 2013, da una costola di Harley Quinn, Jinx è furbescamente utilizzata da Riot come “mascotte” per attirare l’attenzione del pubblico generalista, da sempre attratto da personalità borderline. Il suo potenziale è invece stato sfruttato nel miglior modo possibile e, attraverso questo straordinario prodotto seriale, ci è stata regalata una delle personalità più sfaccettate e meglio gestite dell’intero panorama seriale, animato e non.

Confermando il legame parentale con Vi, e ponendo dunque fine a un decennio di speculazioni all’interno della community di LoL, Arcane va a raccontare un determinato periodo della storia della guerra civile tra Piltover e Zaun, diventando il primo assaggio di un mondo ancora tutto da scoprire. Numerosi sono i “champion” del free-to-play che appaiono in questa narrazione, resi ancora più tridimensionali e con cui è facile entrare in empatia. Dalla scontrosa Vi, “colpevole” di aver dovuto crescere troppo in fretta, alla giusta e determinata Caitlyn, i personaggi femminili sono dotati di una letalità rara. Ciononostante, tra tutti, è il volto inedito di Silco a dominare la scena. Un villain carismatico, capace di ogni malvagità ma con un forte senso di paternità e lealtà, dimostratosi un temibile avversario con cui è difficile scendere a patti.

Non credetemi sulla parola quando vi dico che, terminata la nona puntata, vorrete al più presto tornare in quell’universo di cui avete avuto un minimo accenno: verificate con mano e non ve ne pentirete.

Una svolta nell’animazione seriale occidentale

Rilasciato con una cadenza settimanale di tre episodi, Arcane va a riprendere le vicende di Jinx & Vi (e di tutti gli altri) principalmente in due momenti, con un salto temporale importante tra il terzo e il quarto episodio. Si potrebbe dire che abbiamo assistito a tre “mini-narrazioni” all’interno di un quadro conflittuale ben più ampio dove vengono esplorate tre diverse tematiche principali, l’una come conseguenza della precedente. Arcane è dunque l’evoluzione di un dramma familiare che porterà a drastiche conseguenze, dove il singolo ha la capacità di smuovere gli equilibri di un mondo intero.

Tuttavia, non è di certo la cadenza episodica che ha innovato un panorama d’animazione seriale occidentale noioso e privo di idee degne di nota. A una storia dal contenuto profondo e a una narrazione sviluppata con i giusti tempi, senza banalità e falsità, va aggiunta un’estetica unica nel suo genere. Dal taglio fortemente cinematografico (pensare a Spider-man: Into the Spider-Verse non è affatto errato), Riot Games e Fortiche Production portano lo stile concept art che ha sempre contraddistinto LoL sullo schermo, animandolo con un mash-up perfetto tra 2D e 3D, dove il character design è in grado di stuzzicare anche lo spettatore più schivo ed esigente. Zaun e Piltover riescono a portare lo spettatore all’interno delle loro strade con un solo frame, lasciandolo estasiato di fronte alla fluidità degli inseguimenti e alla dinamicità dei combattimenti cui assisterà.

Il tutto è inoltre accompagnato da un comparto sonoro d’eccezione dove, oltre alla stupenda sigla “Enemy” targata Imagine Dragons, ogni episodio vanta un tema principale diverso (due per i conclusivi per ovvi motivi) che rispecchia il mood della singola puntata, aumentando drasticamente il carico emotivo e la potenza delle immagini a schermo.

Arcane è dunque, insieme al diverso Strappare lungo i bordi di Zerocalcare, il miglior prodotto seriale animato occidentale presente sul catalogo Netflix e non solo. Capace di unire diversi stili, dall’urban style al simil horror, è un prodotto maturo in grado di dimostrare, per chi ancora non l’avesse capito, che l’animazione è un genere capace di grandi cose e non esclusivamente per bambini.


Per concludere, vi faccio notare come ogni singolo episodio inizi con l’immagine di un giradischi intento a posare sul piatto la “canzone di Vi & Jinx”. Un dettaglio interessante che fa notare come la spettacolare storia, appena narratoci e rinnovata per una seconda stagione, è solo la prima di molte altre che verranno; non obbligatoriamente in formato seriale. Il mondo di Runterra, le sue gloriose battaglie e gli eroi che vi abitano, premono per essere scoperti, amati e condivisi da chiunque. Chi vi scrive è certo che Arcane – League of Legends non avrà solo il merito di essere un prodotto qualitativamente eccelso, tratto da un’esperienza videoludica. Siamo di fronte a un universo destinato a restare e a scrivere pagine importanti del futuro dei più differenti media.
Questo è solo l’inizio..

Michele Finardi

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IL VOTO DEL PUSHER
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Planner di salotti cinefili pop fin dalla tenera età, vorrei disperatamente vivere in un film ma non riesco a scegliere quale!

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