The Walking Dead 7×05: Grazie a Dio c’è Jesus

The Walking Dead 7×05: l’episodio più noioso della settima stagione apre nuovi scenari per lo sviluppo dei personaggi di Maggie e Sasha.

Come ogni lunedì, anche questa settimana ero pronta a gustarmi una delle serie più riuscite degli ultimi anni. The Walking Dead ha infatti regalato ai veri fan degli zombie movies una speranza. Già, perché dopo Romero, a mio avviso, il cult ha preso strade davvero insolite. Questa serie TV ha invece il pregio di unire degli zombie ben realizzati ad una trama interessante e non necessariamente “sparatutto” come Resident Evil (aspettiamo comunque con ansia l’ultimo capitolo della saga con Milla Jovovich).

Questa premessa, forse un po’ noiosa, è necessaria nel momento in cui una stagione fantastica come la settima viene assolutamente distrutta dal quinto episodio, Go Getters/Codardi. Gli spunti per renderlo interessanti c’erano tutti. La puntata si concentra infatti su Maggie e Sasha, le due “vedove”, rifugiate a Hilltop per far visitare Maggie.

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E alla fine arriva Gesù

La ragazza, traumatizzata dalla morte di Glenn, ha subìto un distaccamento della placenta, ma non ha perso il bambino. La troviamo molto scossa ovviamente, ma già dal titolo in italiano dell’episodio potete comprendere che dovrà prendere le redini della situazione. Hilltop infatti è governata, se così si può dire, da codardi, o meglio da Gregory. Ma, grazie a Dio (e perdonatemi la facile ironia) c’è anche Jesus con le sue mosse straordinarie a dare manforte alle ragazze.

Morale della favola, finalmente Maggie e Sasha hanno la possibilità di definire le loro personalità: della prima conosciamo la verve, ma comprendiamo che forse solo ora potrà tirarla fuori; della seconda non conosciamo quasi nulla e forse inizieremo a scoprirne i tratti salienti adesso che è stata toccata sul personale. Non a caso proprio Sasha chiede a Jesus di scovare la tana di Negan, tenendo all’oscuro la già alquanto stressata Maggie.

Dawson’s Creek

Piccolo momento di trascurabile felicità il bacetto tra Carl e Enid: per un istante, almeno durante l’idilliaca scena sui pattini, siamo catapultati in una puntata di Dawson’s Creek. AMC, era davvero necessario? A me Carl piace di più quando minaccia gli scagnozzi di Negan. Oltretutto il personaggio di Enid è allucinante. Ho sempre l’impressione che potrebbe uccidere tutti da un momento all’altro. C’è da dire che almeno non è la tipica donzella in difficoltà. Anche qui, insomma, c’è del materiale per sviluppare la personalità di Carl e invece ci addormentiamo (letteralmente) di fronte ai suoi amori adolescenziali. L’unico punto fermo per il momento resta Rick, anche se è stato momentaneamente assoggettato: lui è l’uomo che vive nel presente. E’ il nostro eroe. E stiamo solo aspettando che faccia la sua mossa.

Alessia Pizzi

 

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