Il cinema di Scorsese, tra biografie e attori feticcio

Sebbene il termine cineasta, nella sua accezione più corretta, indichi chi lavora professionalmente nel cinema, nella prassi è comune che tale termine sia più genericamente inteso per descrivere chi, realizzando film, si sia distinto nel firmare lavori particolarmente significativi, da considerare al pari di opere d’arte. È in questo senso che vengono comunemente considerati cineasti personaggi del calibro di Stanley Kubrick, Steven Spielberg o Woody Allen, distintisi per aver lasciato nel mondo del cinema un’impronta indelebile. In questa categoria ricade a pieno titolo anche Martin Scorsese, i cui lavori sono stati in grado di segnare il cinema degli ultimi decenni. Nella carriera del regista newyorchese, inoltre, sono riconoscibili alcuni tratti da considerare dei veri e propri marchi di fabbrica, delle costanti che ne caratterizzano diffusamente la produzione.

Una delle caratteristiche più evidenti è l’amore del regista per i film biografici: sono numerose infatti le pellicole da lui firmate che portano in scena la vita di personaggi più o meno famosi. Se The Aviator si concentra sulla vita di Howard Hughes, esplorando in particolare gli aspetti più personali dell’imprenditore texano, The Wolf of Wall Street narra le vicende del broker Jordan Belfort, concentrandosi soprattutto sulle dinamiche lavorative. Si può poi pensare a Toro Scatenato, basato sull’autobiografia del pugile italoamericano Jake LaMotta, mentre The Irishman, attualmente l’ultimo lavoro del regista, mette in scena le vicende ancora non del tutto chiarite di Frank Sheeran, criminale di origini irlandesi associato alla sparizione del sindacalista Jimmy Hoffa.

Altro punto centrale della produzione di Scorsese è la frequenza con la quale il regista collabora con alcuni attori. L’uso di attori feticcio non è certo una sua esclusiva, sono anzi svariati i registi che si sono segnalati per reiterate collaborazioni con attori o attrici; nel caso dei film del regista newyorchese, tuttavia, si può parlare di un vero e proprio marchio di fabbrica. La più importante collaborazione è senza dubbio quella con Robert De Niro, insieme al quale Scorsese ha collaborato in alcuni dei suoi film più iconici: oltre ai già citati Toro Scatenato e The Irishman, ci sono Taxi Driver, dove De Niro interpreta un tassista reduce del Vietnam alle prese con un difficile reinserimento nella vita civile, oppure Cape Fear, dove presta il volto a un ex detenuto deciso a vendicarsi del suo vecchio avvocato. Fra gli altri merita poi menzione Casinò, dove il personaggio di De Niro è incaricato della gestione di un locale di Las Vegas: il film mette in scena alcune delle dinamiche più comuni in un casinò e porta sullo schermo un mondo che oggi è diventato principalmente digitale grazie a piattaforme online dedicate come PokerStars Casino, inserendo in tale contesto le vicende dei protagonisti, e insieme a Mean Streets e The Goodfellas, anch’essi interpretati da De Niro, è considerato parte di una trilogia. Altra collaborazione di lungo corso è quella con Leonardo DiCaprio, rapporto sfociato nei già citati The Aviator e The Wolf of Wall Street ma anche nell’unico premio Oscar di Scorsese, vinto grazie a The Departed: nella pellicola DiCaprio, coprotagonista insieme a Matt Damon, interpreta un agente sotto copertura. L’attore è anche fra i protagonisti di Gangs of New York, dove interpreta un membro di spicco di una banda irlandese impegnata in un confronto per il controllo di un quartiere della New York di metà ‘800. Sia DiCaprio che De Niro, inoltre, compariranno nel prossimo lavoro del regista, Killers of the Flower Moon, la cui uscita è prevista per quest’anno.

Infine, centro della produzione di Scorsese è senza dubbio la sua narrazione di personaggi complicati, criminali di basso profilo, spesso appartenenti a minoranze culturali e le cui storie sono tendenzialmente tragiche. Le stesse origini italoamericane del regista sono state centrali nel fargli esplorare le vicende criminali delle minoranze italiane e irlandesi nella storia di New York: i già citati The Irishman, The Departed, Gangs of New York e la trilogia di De Niro sono tutti accomunati dall’avere protagonisti di origine italiana o irlandese, coinvolti in maniera spesso inevitabile in attività criminali e le cui parabole sono destinate a concludersi in maniera amara. Il tema delle minoranze torna anche in altri film lontani da ambientazioni malavitose, come per il pugile italoamericano in Toro Scatenato o per le comunità native americane nella pellicola di prossima uscita, a testimonianza di come costituisca un profilo perennemente presente nella produzione di Scorsese.

Redazione CulturaMente
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