Il film Dreamworks “Il piccolo Yeti” è poco originale ma profondo

film Dreamworks

Il piccolo Yeti, l’ultimo film Dreamworks, non è al pari dei suoi predecessori.

Pensate ad un po’ di film Disney Pixar. Prendete un elemento da ciascuno e metteteli insieme. I capelli magici di Rapunzel che si attivano cantando, l’eroe d’infanzia del vecchietto di Up che è in realtà un malvagio collezionista di animali, qualche scena da Oceania in cui Vaiana è aiutata dalla forza magica blu dell’oceano, un po’ di Big Hero 6 con il ragazzo orientale di talento che vive il lutto in solitudine… et voilà! Ecco a voi il nuovo film Dreamworks “Il piccolo Yeti”.

Forse gli ideatori della storia hanno fatto una maratona di film Disney da mandargli in overdose il cervello. Possibile che nessuno alla Dreamworks si sia accorto di tutte queste somiglianze? Un po’ come quando circa 25 anni fa alla Disney nessuno si è forse accorto che la storia di un cucciolo di leone che diventa re e di nome Simba fosse così simile a quella di Kimba, protagonista di un cartone animato dei loro vicini giapponesi.

La storia è ambientata in Cina forse perché la Dreamworks ha voluto spostarsi “da casa” e crearne una in un’altra parte del mondo.

Vista la scelta di far svolgere le vicende in Cina, ho poco apprezzato il mix della cultura occidentale con quella asiatica. Sembra sia stato fatto in modo caotico. Come se, dopo aver deciso l’ambientazione, non si siano affidati a degli esperti di cultura cinese.

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Il disegno dei personaggi non mi è piaciuto molto, soprattutto il piccolo Yeti su due zampe che sembra il Gobbo di Notre Dame con due trapezi cilindrici per zampe.

Benché gli elementi componenti di Il piccolo Yeti siano poco originali, il film è nel complesso carino da vedere e leggero. È una bella storia di amicizia e di empatia.

Al centro dell’attenzione c’è anche la superficialità dei rapporti dei giorni nostri. L’apparenza è la colla che lega le persone e non valori più sinceri e profondi. Il quadretto è poi completato dall’uso spropositato che facciamo dei nostri cellulari.

Senza far troppo la morale, il film dà un semplice ma significativo messaggio: è difficile distaccarsi dal telefono ma non impossibile.

Il mondo al di fuori dello schermo ospita tante bellezze ed è pieno di avventure.

Ambra Martino

Ambra Martino
Costantemente in viaggio, fisicamente e mentalmente. Ho sempre provato interesse per le forme di comunicazione ed ho approfondito questo interesse su diversi piani. Ascolto compulsivamente la musica. Ho una fissa per il cibo, i gatti, le tazze e amo profondamente i libri, in particolare quelli di Murakami.

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