“Oltre la Quarta Parete” con il mito attuale di Alma Daddario

alma daddario - oltre la quarta parete

Si intitola “Oltre la quarta parete” la raccolta di testi teatrali firmata da Alma Daddario, giornalista e scrittrice prolifica, mente acuta e delicata.

Chi meglio di lei per arricchire la collana Le nebulose diretta da Cecilia Bernabei? ChiPiùNeArt Edizioni porta avanti il suo messaggio: il teatro non è fatto solo per essere guardato, ma anche per essere letto. Leggere e scrivere un testo teatrale sono esperienze molto differenti da quelle che interessano la prosa letteraria.

Se ne è discusso all’Enoteca Letteraria di Roma, lo scorso 30 gennaio, in occasione della presentazione delle quattro piéces dell’autrice. Presentazione arricchita non solo dall’intervento della critica e psicologa dell’arte Paola Dei, che ha intervistato Alma, ma anche dalla lettura dei testi, che hanno catapultato i presenti in un’altra dimensione.

alma daddario oltre la quarta parete

Ha aperto le danze il bravissimo Simone Migliorini, che con la sua maestria ha interpretato Pan-crazio, un testo legato al mito di Pan e alle nevrosi della nostra epoca. Un’epoca che ci frammenta e ci lascia smarriti nel labirinto dell’esistenza, spesso privi del salvifico filo di Arianna. Molto interessante, a tal proposito, la riflessione sugli attacchi di panico, uno dei disagi emotivi più comuni del nostro secolo, e sulla paura di avere paura, di perdere il controllo in questo mondo dove ormai si controlla proprio tutto.

L’attenzione del pubblico viene poi catturata dalla sorte di Cassandra, schiava troiana di Agamennone dopo la guerra di Troia, che racconta il dramma della propria esistenza attraverso la voce di Antonietta De Lorenzo. Dulcis in fundo Gabriella Casali ed Edoardo Siravo offrono un assaggio della verve di Matilde di Canossa, una delle figure più importanti del Medioevo italiano.

Cosa si cela dietro la parola di Alma Daddario? Fantasia, autobiografismo? Canti lievi e decisi, voci muliebri e virili. Afferma l’autrice: quando scrivo non sono più una donna o un uomo.

Una frase importante, importantissima, in un secolo dove le scrittrici fanno vibrare le corde vocali senza la paura di essere cancellate o dimenticate dalla storia. È fondamentale ribadire che le professioni non un hanno genere, che non esiste una scrittura maschile e una femminile. Ascoltando le parole di Alma Daddario non esiste una voce parlante identificabile. Esistono solo i personaggi che lei ama tanto e a cui dà vita con estrema sensibilità.

L’espressione della scrittrice si concretizza nel mito lasciando spazio a riflessioni che si inseriscono perfettamente nel nostro presente. La quarta parete, quindi, più che distrutta, viene superata: non ci sono più lontananze tra attore e spettatore, tra scrittore e lettore. Oltre la quarta parete non si raggiungono solo gli spettatori, ma la contemporaneità.

Alessia Pizzi

 

 

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